Parla Infantino (Fifa): «Mi sento gay, arabo, africano, migrante»
Replica alle critiche dell’Europa: «Con quel che ha fatto negli ultimi 3.000 anni dovrebbe chiedere scusa per i prossimi 3.000. Invece dà lezioni di moralità»
Giulia ZoncaReplica alle critiche dell’Europa: «Con quel che ha fatto negli ultimi 3.000 anni dovrebbe chiedere scusa per i prossimi 3.000. Invece dà lezioni di moralità»
Giulia ZoncaVideo Il capo dei media della Fifa, Bryan Swanson, ha difeso il presidente Gianni Infantino sulla vicenda dei diritti LGBTQ alla vigilia del Mondiale in Qatar. Swanson - che è entrato a far parte della Fifa lo scorso anno dopo quasi due decenni di lavoro a Sky Sports, in Gran Bretagna - ha fatto coming out alla fine della conferenza di Infantino con queste parole: "Sono qui, in Qatar, in una posizione privilegiata e su un palcoscenico globale, come uomo gay. Ci hanno rassicurato: tutti sono i benvenuti. E credo che tutti lo saranno, in questa coppa del mondo. Gianni Infantino non è gay, ma questo non significa che non gli importi. Alla Fifa teniamo a tutti. Siamo un'organizzazione inclusiva, dove ho un certo numero di colleghi gay. Quando Infantino dice che siamo inclusivi, ci crede davvero".
il casoGiulia ZoncaINVIATA A DOHAIl capo del calcio prende il controllo del Mondiale con un monologo di 50 minuti. Gianni Infantino inizia alla Kennedy: «Io mi sento qatariota, mi sento arabo, mi sento africano, mi sento migrante, mi sento gay» e finisce con la segnaletica da piazzare su questo mese
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