La scorsa notte poco prima delle due, nell'ospedale de l'Aquila, è calato il sipario sull'ultimo stragista di Cosa nostra: il boss Matteo Messina Denaro, stroncato a 61 anni dopo giorni di agonia da una grave forma di cancro al colon. La malattia ha sopraffatto il padrino di Castelvetrano, da agosto
Una giornata apparentemente come le altre, quella di ieri a Castelvetrano, paese del Trapanese dove Matteo Messina Denaro era nato nel 1962. Qui abita ancora la sua famiglia che, nel giorno della morte del boss, sceglie il silenzio. Per tutta la giornata restano chiuse le serrande delle case di due
Nega di aver fatto parte di Cosa nostra, respinge le accuse di stragi e omicidi, specialmente quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito rapito, strangolato e sciolto nell'acido dopo 25 mesi di prigionia, smentisce di aver mai trafficato in droga («ero benestante, mio padre faceva
il retroscenaQuarto in scaletta nell'aula magna del Tribunale di Palermo, il procuratore capo Maurizio De Lucia, prende la parola dopo giorni di silenzio. Ne sono trascorsi 12 dalla cattura di Matteo Messina Denaro arrestato dai carabinieri in una clinica privata della città dopo 29 anni di latitanz
Depositato il verbale dell’interrogatorio dopo l’arresto: il boss ammette la latitanza e di aver comprato una pistola mai usata: «Concorso esterno? Un reato farlocco. Mi avete preso grazie alla malattia»
A CURA DELLA REDAZIONE
Nel condominio di via Castelvetrano poliziotti e carabinieri stanno cercando archivio e pizzini
rino giacalone
La rivelazione durante un incontro con gli studenti. La conferma che il capo mafia ha trascorso nel Trapanese gran parte della latitanza
Il boss operato e ricoverato a L’Aquila. L’interrogatorio dopo il fermo: «Mi hanno preso per la mia malattia». Il legale: «Non può stare al 41 bis»
RICCARDO ARENA
Era latitante da 30 anni, ha trasformato Cosa Nostra. Il padre «don Ciccio» fu capo della mafia trapanese
I giudici non negano che la trattativa sia avvenuta nel periodo delle stragi. La politica non ha voluto fare i conti con una pagina oscura del nostro Paese
francesco la licata