Giuseppe AgliastroMOSCA. Erdogan e Putin sono ancora una volta d'accordo. Ancora una volta i presidenti di Russia e Turchia hanno messo da parte le divergenze alla ricerca di un'intesa che soddisfi gli interessi economici, energetici e geopolitici dei loro Paesi. Stavolta il compromesso riguarda la
il reportageGina Di Meo«Incoming»...«Incoming»... In arrivo, in arrivo... E tutti giù a ripararsi sotto una scrivania, e a indossare giubbotto antiproiettile ed elmetto. È appena scattato un nuovo allarme a Union III, la base militare sede del Combined Joint Task Force-Operation Inherent Resolve (Cj
L'uccisione di Qassem Soleimani rappresenterà un punto di svolta solo se sarà l'inizio di una nuova strategia americana più dura sul piano militare, che indebolisca l'apparato delle forze di sicurezza iraniane, aiutando i cittadini che vogliono provocare la caduta degli ayatollah dall'interno». È l'
Maurizio molinariL'eliminazione di Qassem Soleimani da parte dei droni del Pentagono è un tassello della sfida strategica che vede la regione del Grande Medio Oriente - dal Maghreb all'Afghanistan - contesa fra quattro potenze portatrici di interessi rivali: l'Iran di Ali Khamenei, la Turchia di Rec
il casoGiordano StabileINVIATO A BEIRUTErano le 2 e 30 al confine tra Iraq e Siria, stretta striscia di terra lungo l'Eufrate, fra le città di Al-Qaim e Al-Bukamal. È l'unico punto di passaggio per le milizie che percorrono il corridoio che va da Baghdad a Damasco e Beirut, la famigerata «autostrada
Alberto Flores d'Arcais «Sotto la direzione del Presidente, le nostre forze armate hanno compiuto un'azione difensiva decisiva per proteggere il personale degli Stati Uniti all'estero uccidendo Qassem Soleimani, capo della forza rivoluzionaria islamica Quds, un'organizzazione terroristica». Erano da
L'eliminazione del generale dei pasdaran Qassem Soleimani è frutto della volontà del presidente americano Donald Trump di ridimensionare il potere militare iraniano in Medio Oriente e pone ora l'interrogativo su come il regime degli ayatollah difenderà la propria ambizione all'egemonia sull'intera r
il retroscenaIlario LombardoÈ stato Alessandro Di Battista a fargli urlare: «Basta». Il giorno in cui l'ex deputato ha aperto la guerriglia social contro l'espulsione di Gianluigi Paragone, di fatto delegittimandolo. E allora si è detto: basta con questo assedio quotidiano, una macerazione che strit