ROMALa procura di Roma valuterà la possibilità di sentire l'ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato, dopo i suoi interventi sulla strage di Ustica nei quali ha ribadito quella che per lui è la tesi più probabile: il Dc9 dell'Itavia, la sera del 27 agosto 1980, fu abbattuto «da un caccia francese
«Fandonie che non hanno retto nel dibattimento penale. Perché non le ha raccontate al pm? Perché le dice solo ora ai giornali? È inquietante». Il generale Leonardo Tricarico insorge dopo le rivelazioni di Giuliano Amato a Repubblica che rilanciano la tesi che il Dc9 dell'Itavia precipitato nel mare
No comment dell'Eliseo al mattino, poi i palazzi del potere francese si consultano e la presidenza decide che ad esprimersi su Ustica sia il Quai d'Orsay. Il ministero degli Esteri, nel pomeriggio di ieri, prende così la parola sul caso risollevato 43 anni dopo dall'ex presidente del Consiglio Giuli
Francesco Grignetti / ROMAUn mattatore, Giuliano Amato. Il nuovo presidente della Corte costituzionale decide di metterci la faccia, convocando una conferenza stampa quando ancora nemmeno si conosce l'orientamento dei giudici costituzionali su alcuni quesiti referendari. Riprende così una antica con
La Costituzione italiana festeggia i suoi 75 anni di vita e guarda al futuro e alle giovani generazioni, essendo «il luogo della nostra libertà». Con le parole del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la Carta è stata celebrata nell'Aula di Montecitorio in una cerimonia aperta dall'inno di Mame
La Costituzione italiana festeggia i suoi 75 anni di vita e guarda al futuro e alle giovani generazioni, essendo «il luogo della nostra libertà». Con le parole del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la Carta è stata celebrata nell'Aula di Montecitorio in una cerimonia aperta dall'inno di Mame
Ustica: quindici anni dopo Francesco Cossiga, Giuliano Amato rilancia la pista del missile francese. La presidente Giorgia Meloni invita l'ex premier a riferire al governo ciò che sa. Parigi, da parte sua, fa sapere di aver «già fornito ogni elemento in suo possesso ogni volta che è stato chiesto. R
il casoFrancesco Grignetti / romaUna piccola grande rivoluzione investirà le famiglie italiane. Grazie a una sentenza della Corte costituzionale, si può dire addio al cognome paterno. O quantomeno, addio agli automatismi. Dopo lunga attesa, infatti, visto che il Parlamento non decide, la Corte costi
Alessandro Barbera / ROMAMai era accaduto di vedere i palazzi romani così impegnati a dieci giorni dalle elezioni: un decreto approvato dal Parlamento contro il caro energia («Aiuti bis», ieri), uno varato dal Consiglio dei ministri («Aiuti ter», oggi), un importante pacchetto di norme di attuazione
«Se un governo fa, dura», afferma convinto Andrea Orlando, numero 2 del Pd. E ha ragione: l'approvazione di un decretone da 55 miliardi, a due mesi da un'altra iniezione di 25 miliardi, ha avuto l'effetto di serrare le file, ricompattare l'alleanza, convincere la coalizione della necessità di andare