Francesco Semprini / NEW YORK«La lista dei possibili colpevoli non ammette eccezioni, gli autori possono essere i miliziani dello Stato islamico, gli eredi di Al Qaeda o costole del Partito dei lavoratori del Kurdistan. È certo però che la reazione del presidente Recep Tayyip Erdogan sarà spietata e
Il destino dei curdi si decide a Teheran. O almeno così sembra pensarla Recep Tayyip Erdogan. Dopo la passerella al vertice Nato di Madrid, di nuovo ospite e alleato gradito dell'Occidente, il leader turco è andato nella capitale iraniana a trattare su una nuova «operazione speciale», la sua, in Sir
BEIRUt. La guerra a bassa intensità fra Turchia e Siria si trasforma in un conflitto aperto, con centinaia di soldati morti e decine di carri armati e pezzi di artiglieria distrutti. E le conseguenze si riversano sull'Europa perché, dopo aver perso 33 soldati in un solo raid dell'aviazione di Damasc
il casoGiordano StabileINVIATO A BEIRUTErano le 2 e 30 al confine tra Iraq e Siria, stretta striscia di terra lungo l'Eufrate, fra le città di Al-Qaim e Al-Bukamal. È l'unico punto di passaggio per le milizie che percorrono il corridoio che va da Baghdad a Damasco e Beirut, la famigerata «autostrada
il casoMichela TamburrinoPrima Fiorello poi il dittatore. La programmazione su Raiplay è super giù questa. Ecco che l'intervista di Monica Maggioni (attuale Ad di una società commerciale come è Raicom) al presidente siriano Bashar al-Assad, andata in onda alle 21 di ieri, si tinge di contorni sempre
di Natalia Andreani wROMA Si era convertito all’Islam nel 2008 assumendo il nome di Ibrahim, Ibra per gli amici. Vestiva come un sufi, con la tunica bianca e il caratteristico cappello a cono. E già nel 2009 era stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Genova per il reat
di Natalia Andreani wROMA Si era convertito all’Islam nel 2008 assumendo il nome di Ibrahim, Ibra per gli amici. Vestiva come un sufi, con la tunica bianca e il caratteristico cappello a cono. E già nel 2009 era stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Genova per il reat
di Natalia Andreani wROMA Si era convertito all’Islam nel 2008 assumendo il nome di Ibrahim, Ibra per gli amici. Vestiva come un sufi, con la tunica bianca e il caratteristico cappello a cono. E già nel 2009 era stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Genova per il reat