«Lo devi seguire dappertutto, anche se va al gabinetto». L’ordine di Helenio Herrera è chiaro. Carlo Tagnin, modesto mediano arrivato all’Inter dalle serie minori, deve seguire e annullare ogni mossa di Alfredo Di Stefano, la saeta rubia (la folgore bionda), il giocator...
Le squadre scendono in campo. Nel silenzio assoluto il capo tifoso prende un megafono e urla solo tre parole: “Onorevole Giacomino, salute”. Poi si gioca. Giacomino è Giacomo Bulgarelli, nato a Portonovo di Medicina (Bologna) nel 1940 e morto di tumore nel 2009. Rivera era del M...
Adesso la chiamano "costruzione dal basso". Ovvero, la costruzione del gioco deve partire dal portiere, che la passa ai difensori, che la passano spesso (ancora) al portiere, ecc.. Una volta chi provava a "costruire dal basso" era semplicemente definito uno "scemo". E il primo "scemo" della storia è
Le squadre scendono in campo. Nel silenzio assoluto il capo tifoso prende un megafono e urla solo tre parole: "Onorevole Giacomino, salute". Poi si gioca. Giacomino è Giacomo Bulgarelli, nato a Portonovo di Medicina (Bologna) nel 1940 e morto di tumore nel 2009. Rivera era del Milan, Mazzola dell'In
Pieris, fino alla prima guerra mondiale, era sotto l'impero austro-ungarico e così suo nonno, Eduard Kapellò, ai primi del '900, si era trasferito proprio in Ungheria per cercare fortuna. Non l'aveva trovata e nel 1915, proprio durante la Grande Guerra, era rientrato al paese. E proprio nel 1915 nas
Pieris, fino alla prima guerra mondiale, era sotto l’impero austro-ungarico e così suo nonno, Eduard Kapellò, ai primi del ‘900, si era trasferito proprio in Ungheria per cercare fortuna. Non l’aveva trovata e nel 1915, proprio durante la Grande Guerra, era rientrato al paese. E...
Aveva i piedi piatti e fumava come un turco. Due difetti non proprio da fuoriclasse. Eppure... A causa dei piedi piatti ha evitato il militare mentre il fumo lo ha accompagnato lungo la sua breve vita. E' stato l'artefice del calcio totale, l'hanno chiamato "il profeta del gol", o anche "il Pelè bia
Il viaggio a Roma si rivelò infruttuoso. Lo scopo era quello di convincere Palmiro Togliatti, segretario del Partito comunista italiano, a telefonare al suo collega ungherese, perché intervenisse sul governo e la Federcalcio di quel Paese, per togliere la squalifica a un giocatore. Percorso complica