Mediobanca, tonfo in Borsa dopo i conti: -7%. Utile in crescita, ricavi sotto le stime

Forti vendite in avvio di seduta in Piazza Affari su Mediobanca dopo i conti del trimestre: il titolo ha aperto in ribasso del 7% a 14,4 euro. Nel primo trimestre dell'esercizio 2024/2025 il gruppo ha visto l'utile scendere a 330 milioni comunque sopra il consenso degli analisti (da 351,3 dello stesso periodo dello scorso anno) e i ricavi rimanere stabili a 864,6 milioni, in questo caso sotto le stime. "Dopo aver chiuso lo scorso esercizio con i risultati migliori di sempre, Mediobanca ha confermato anche in questo trimestre la crescita di tutte le sue divisioni, consolidando le principali iniziative del piano 23-26” dichiara l'ad di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel. “L'obiettivo prioritario per questo esercizio – prosesgue - è un forte potenziamento delle piattaforme distributive fisiche e digitali tale da consentire una crescita robusta e sostenibile dei ricavi di tutti i business oltre l'arco di piano, pur in un contesto macro differente”, ha aggiunto, precisando che Mediobanca “è pronta a cogliere le opportunità dello scenario dei prossimi mesi, grazie al posizionamento favorevole nel contesto di tassi in calo, affrontando la volatilità del contesto con la sua gestione prudente dei rischi. Siamo sempre interessati ad accelerare il nostro percorso di crescita del capital light business. Lo abbiamo fatto con Arma: possono esserci anche operazioni come quella conclusa nel trimestre con Adia. Continuiamo a guardare asset che possono accelerare la nostra crescita, anche se abbiamo un mercato da cogliere e opportunità da cogliere talmente evidenti che la parte principale per noi è la crescita organica”. [[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) A_205347706A_205347706]] Per l'intero esercizio 2024-2025 il gruppo Mediobanca conferma la propria la visione strategica e la traiettoria definita nel piano “One Brand-One Culture" basata su crescita elevata, superiore alla media, per il posizionamento specializzato e distintivo delle divisioni; una elevata generazione di capitale; una politica di distribuzione ai migliori livelli settoriali con basso rischio di esecuzione. Il potenziamento della distribuzione e la vivace attività commerciale di wealth management alimenteranno le masse della clientela con una raccolta annua di 9/10 miliardi, mentre la crescita selettiva degli attivi e l'attività di efficientamento consentiranno di ridurre ulteriormente gli Rwa (attività ponderate per il rischio); i ricavi dei business bancari sono previsti in moderata crescita spinti dalla dinamica sostenuta (low double digit) delle commissioni, trainate dal wealth management e dai servizi a minor assorbimento di capitale del corporate investment banking ; il margine di interesse si manterrà resiliente, in particolare nella seconda metà dell'esercizio, con la crescita del credito al consumo che compenserà la riduzione dei rendimenti degli altri attivi. [[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Eni supera Enel nella classifica di Mediobanca sui colossi italiani, Intesa prima fra le banche]] La remunerazione degli azionisti prevede una crescita attesa del dividendo per azione, con cash pay out confermato al 70% (acconto di dividendo a maggio 2025 e saldo a novembre 2025) e attivazione del nuovo piano di buyback (385 milioni). La generazione del capitale è prevista elevata e tale da portare il Cet1 a fine anno al 15,5%-16%.