Esplosione in una postazione Unifil nel sud del Libano, feriti tre peacekeeper: due sono gravi
Si tratta del terzo incidente di questo tipo in una settimana, dopo l'uccisione di tre indonesiani e il missile alla base di Shama
Si tratta del terzo incidente di questo tipo in una settimana, dopo l'uccisione di tre indonesiani e il missile alla base di Shama
Gli effetti della guerra di Usa e Israele in Iran, il racconto delle studentesse di Pavia: come ci si sente a non poter andare via, il sollievo del ritorno
Vittoria IzzoNella casa circondariale va in scena lo spettacolo teatrale tappa del Festival dei diritti «Vogliamo rompere lo stigma e il pregiudizio verso i detenuti»
Francesco StatiUso della forza non autorizzato da parte delle Potenze, ingerenze negli affari interni degli Stati: la pace mondiale è minacciata
Sara GrignaniVisita istituzionale del Rettore Alessandro Reali e di una delegazione dell'Università di Pavia a Buenos Aires. Il viaggio è servito a consolidare una serie di progetti e iniziative che confermano come l’università di Pavia sia protagonista della cooperazione scientifica...
Video "Ho un amico che lavora a Gaza per le Nazioni Unite. In questi giorni ha postato un appello, chiedendomi di leggerlo". Così inizia il post su Instagram di Enzo Iacchetti: un appello a non dimenticare chi a Gaza soffre. "La gente qui ha fame", recita il post, "75 giorni senza cibo, senza aiuti, solo bombe. Basta per favore con questa sofferenza: stanno provando a silenziarci, fate girare, fate rumore". "Proviamo a essere più tanti possibile", chiede il comico e presentatore tv
Video A Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, i bambini si accavallano nella mensa dell’ultimo centro che distribuisce cibo, cercando di arrivare agli ultimi resti rimasti nel vaso. Non ci sono più farina né pasta: anche lenticchie e noodles, il loro unico pasto quotidiano, stanno per finire. La carestia avanza, come mostrano le immagini del blogger Waseem Saad, mentre gli aiuti umanitari restano bloccati. Le Nazioni Unite avvertono: centinaia di migliaia di persone sono a rischio fame. Leggi anche Leone XIV, prima udienza: “Gaza situazione straziante, fermare ostilità e consentire aiuti”
Video "Sara non è morta, l’hanno uccisa": con questo grido, centinaia di persone sono scese in piazza a Bello, in Colombia, per chiedere giustizia per Sara Millerey González Borja, donna transgender di 32 anni brutalmente aggredita, con braccia e gambe fratturate, e gettata viva in un torrente. È morta il giorno dopo in ospedale, senza ricevere soccorso. Un video girato da un passante mostra i suoi ultimi istanti: per rispetto, abbiamo oscurato il volto e mostriamo solo pochi secondi del filmato, per evitare ogni spettacolarizzazione del dolore. In rete circola anche un’illustrazione simbolica in stile anime, che la raffigura come una sirena nel fango: un omaggio rispettoso, pensato per denunciare la violenza senza mostrarla. La Procura generale colombiana ha aperto un’indagine, in collaborazione con il gruppo nazionale contro la violenza fondata su orientamento e identità di genere. Il delitto è stato condannato dal presidente Gustavo Petro, dalle Nazioni Unite e da diverse autorità. La sindaca di Bello, Lorena González, ha definito l’atto “atroce e odioso” e offerto una ricompensa di circa 11.600 dollari per chi fornirà informazioni utili, ma nessun arresto è stato ancora effettuato. Nel 2025, almeno 15 persone trans sono state uccise in Colombia, segno di una transfobia sistemica che continua a persistere nonostante la presenza di leggi considerate tra le più avanzate della regione. Anche dopo la morte, Sara Millerey González Borja è stata cancellata: nei documenti ufficiali, le autorità non hanno riconosciuto né il suo nome né la sua identità di genere femminile. La sua vicenda è diventata un simbolo doloroso e necessario della lotta contro la disumanizzazione e l’invisibilizzazione delle persone trans.
Video Paolo Mattei, del WFP (World food program), insieme ai suoi colleghi, è riuscito ad abbandonare pochi istanti dopo l'inizio del sisma, gli uffici delle Nazioni Unite a Naypyidaw, la capitale del Myanmar. Le immagini che ha girato sono quelle delle abitazioni di due sue colleghe a poche centinaia di metri dal luogo in cui lavora.
Liveblogging Violenti scontri nel Nordovest, protagoniste le forze ancora leali ad al-Assad. I familiari degli ostaggi: Netanyahu pronto a seppellire i loro cadaveri per i suoi interessi
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