Roma, imbrattato con la zuppa di piselli “Il seminatore” di Van Gogh. Sangiuliano: “Atto ignobile”
Gli ambientalisti di «Ultima generazione» di nuovo in azione in scatola a Palazzo Bonaparte. Il capolavoro non ha riportato danni
Emanuela MInucciGli ambientalisti di «Ultima generazione» di nuovo in azione in scatola a Palazzo Bonaparte. Il capolavoro non ha riportato danni
Emanuela MInucciDue attivisti di “Last Generation” hanno postato su Twitter il video dell'attacco invitando i politici ad adottare misure efficaci per limitare il cambiamento climatico
Pavia, presentato il lavoro di recupero di una parte della corte interna dei Visconti con un nuovo percorso guidato
Maria Grazia PiccalugaVideo Fino al 19 marzo 2023 alle Gallerie d'Italia Napoli di via Toledo è possibile visitare la mostra “Artemisia Gentileschi a Napoli”, dedicata al lungo soggiorno napoletano della pittrice, documentato tra il 1630 e il 1654 e interrotto solo da un viaggio a Londra tra il 1638 e il 1640. Un capitolo fondamentale nell'arte e nella vicenda biografica di Artemisia, che a Napoli non era stato mai oggetto di un'esposizione monografica così ampia. La mostra, realizzata in special collaboration con la National Gallery di Londra e in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte, l’Archivio di Stato di Napoli e l’Università di Napoli L’Orientale, presenta un’accurata selezione di opere provenienti da raccolte pubbliche e private, italiane ed internazionali, che rendeno la mostra un’occasione di aggiornamento degli studi scientifici sull’argomento. In occasione di una delle giornate internazionali di studio dal titolo “Intorno ad Artemisia. Arte al femminile nel Seicento europeo” a cura di Antonio Ernesto Denunzio e Giuseppe Porzio, Michele Coppola (Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Gallerie d’Italia) ha dichiarato: “Le Gallerie d’Italia di Napoli continueranno con la valorizzazione della collezioni di proprietà della Banca, ospiteranno presto nuove mostre temporanee dedicate ai grandi artisti italiani e continuerà il lavoro di condivisione con la città, con le scuole, con l’università al fine di promuovere arte e cultura come elementi fondanti e unificanti del nostro Paese.”
vigevanoCorreva l'anno 1961 quando il sessantenne tassista britannico Kempton Bunton dalla National Gallery di Londra rubò il ritratto del Duca di Wellington, dipinto da Francisco Goya nel 1814. È sulla storia di questo primo (e tuttora l'unico) furto nella storia della Gallery che parla "Il ritratt
Appuntamento con "Il cinema sotto le stelle" a Vigevano oggi e domani con "Il ritratto del duca" (nella foto Helen Mirren e Jim Broadbent) «la storia di un uomo che si è introdotto alla National Gallery di Londra per rubare un pregiato quadro di Goya». In Italia al Box Office Il ritratto del duca ha
il casoAntonio Bravetti /romaEntrano in azione anche in Italia gli ambientalisti che lottano per il clima lanciando zuppe e salse contro alcuni dei quadri più famosi del mondo. Ieri, a Roma, quattro ragazze di "Ultima generazione" hanno tirato una minestra di piselli contro "Il seminatore" di Van Go
Nuovi leaks al collettivo “IStories” svelano la struttura dei trust che detengono un patrimonio artistico immenso dell’oligarca russo. Capolavori che erano spariti dalla vista pubblica, e non si sa dove siano fisicamente. Forse in alcuni caveau in Svizzera
jacopo iacoboniOggi (proiezione con inizio alle 18.30) al cinema Politeama di Pavia è possibile vedere "Il ritratto del duca" del regista Roger Michell. Il film racconta la storia di Kempton Bunton (Jim Broadbent), un anziano tassista, che, nel 1961, decise di rubare dalla National Gallery di Londra il ritratto d
vigevanoCorreva l’anno 1961 quando il sessantenne tassista britannico Kempton Bunton dalla National Gallery di Londra rubò il ritratto del Duca di Wellington, dipinto da Francisco Goya nel 1814. È sulla storia di questo primo (e tuttora l’unico) furto nella storia della Gallery che parla “Il ritr...
Pagina 2 di 3