pavia L’allievo e il maestro. Federico Faruffini e Giacomo Trecourt. Domenica, alle 15.30, nella sala conferenze del castello Visconteo di Pavia, Anna Finocchi, tra le maggiori esperte di storia dell’Ottocento italiano, racconterà le vicende dei due ...
m.g.p.
pavia L'allievo e il maestro. Federico Faruffini e Giacomo Trecourt. Domenica, alle 15.30, nella sala conferenze del castello Visconteo di Pavia, Anna Finocchi, tra le maggiori esperte di storia dell'Ottocento italiano, racconterà le vicende dei due artisti e presenterà il Ritratto di Giacomo Trécou
M.G.P.
paviaL'allievo e il maestro. Federico Faruffini e Giacomo Trecourt. Domenica, alle 15.30, nella sala conferenze del castello Visconteo di Pavia, Anna Finocchi, tra le maggiori esperte di storia dell'Ottocento italiano, racconterà le vicende dei due artisti e presenterà il Ritratto di Giacomo Trécour
m. grazia piccalugaIl nano del ponte era il primo incontro mattutino di Ezechiele Acerbi che, dal Borgo, ogni giorno, attraversava il Ticino per recarsi in città. Il suonatore di mandolino stava lì, chiedeva spiccioli a chi passava, cantava una nenia balbuziente. Ma il ponte e il nano sono entrati c
GIUSSAGOIn occasione dei 150 anni dalla nascita del pittore e decoratore Antonio Oberto, nato a Baselica Bologna il 23 gennaio 1872, il Comune ha deciso di procedere con la ristampa, in 50 copie, di un libro commemorativo. Oberto frequentò la Civica Scuola di Pittura di Pavia sotto la guida di Pietr
Ezechiele Acerbi frequentò per anni la Civica Scuola di Pittura di Pavia. Nel 1905 partecipò anche al concorso per diventarne direttore, senza successo tuttavia: il concorso venne vinto da Giorgio Kienerk, il quale ricoprì quel ruolo per trent'anni. «Sebbene Acerbi fosse apprezzato dai pavesi - chia
il personaggioAmava Pavia, amava il Ticino; il riflesso del Ponte Coperto sull'acqua, le case colorate di via Milazzo. Li amava, e quindi con il pennello li dipingeva senza sosta, su tele e piccole tavolette, ovunque riuscisse.«Forse nessun pittore come lui è mai riuscito a ritrarre il vero spirito
Susanna ZattiLa conclusione del primo conflitto mondiale aveva lasciato in Pavia, come in tutti i territori coinvolti dalla lunga guerra, un forte desiderio di normalità, di ritorno alla vita quotidiana e di ripresa delle attività culturali. Dall'inizio del secolo rare in Italia erano state le mostr