“Paul” Durov, l’uomo che aveva troppi amici

Il miliardario fondatore di Telegram, la leggenda (dubbia) dei suoi no a Putin e la protezione (certa) ricevuta dal Cremlino. Mosca ha consentito al suo messenger di vivere e prosperare, e diventare il mezzo principale di comunicazioni criptate dell’Alto comando russo in Ucraina

jacopo iacoboni

Il report segreto dei servizi moldavi: Roman Abramovich dietro la campagna di interferenza di Putin in Moldavia

Così ha finanziato l’oligarca moldavo filorusso Ilan Shor fuggito a Mosca, che avrebbe gestito il provetto “Evrazia” per corrompere la società moldava nel voto. Giovani rumeni addestrati a Mosca e in Bosnia Erzegovina alla guerriglia paramilitare e a fomentare proteste di piazza. Furono loro anche gli autori delle “stelle di David” affisse in Francia

Svolta sugli oligarchi amici di Putin nell’Ue, lo yacht da 200 milioni di Medvedchuk sequestrato in Croazia sarà messo all’asta da Kyiv e il ricavato devoluto agli ucraini

Per la prima volta da un Paese nell’Unione i beni della cleptocrazia putiniana vengono direttamente ceduti all’amministrazione ucraina: l’oligarca ucraino braccio armato del Cremlino, che lo zar voleva mettere a capo del governo di Kyiv una volta deposto (o assassinato) Zelensky, diventa un esperimento giuridico

Jacopo Iacoboni