Italia-Macron, acque ancora agitate. No del governo al summit sui ricercatori
Inviata solo l’ambasciatrice al meeting per attrarre i cervelli Usa dopo i tagli di Trump. «Il leader francese voleva i nostri rettori come suoi testimonial»
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Video Alcune ragazze del gruppo dei Giovani palestinesi di Bologna, che hanno preso parte alla manifestazione di mercoledì pomeriggio in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico, hanno parlato in teatro prima della chiusura dell'evento, sventolando una bandiera palestinese. "Bernini rappresenta un governo sempre più schierato al fianco dell'entità genocida sionista, tanto da porsi in prima linea nella missione di guerra nel mar Rosso contro gli Houthi e il popolo yemenita che eroicamente sostiene la resistenza del popolo palestinese", hanno detto, ricordando il caso di Anan Yaeesh, detenuto in Italia, che fino a pochi giorni fa rischiava l'estradizione in Israele. Yaeesh e altri, hanno sostenuto le giovani, sono "partigiani che legittimamente resistono con ogni mezzo inclusa la lotta armata contro l'occupante sionista. Diritto che peraltro è ampiamente riconosciuto dal diritto internazionale ed è giusto e doveroso che da una città medaglia d'oro della Resistenza si chieda la loro immediata liberazione". Un passaggio, questo, accompagnato da un lungo applauso in platea. Subito dopo, però, si sono levate le contestazioni per il proseguimento dell'intervento: "L'Università di Bologna e il suo rettore hanno le mani sporche di sangue, tanto che quando a novembre gli è stato chiesto di pronunciarsi per un semplice cessate il fuoco a Gaza, si sono rifiutati di farlo, adducendo un'assurda pretesa di neutralità". Quasi subito il rettore Giovanni Molari ha interrotto l'intervento. "Gli accordi si rispettano", ha detto, mentre le contestatrici replicavano: "Fuori degli studenti sono stati manganellati". Molari aveva introdotto l'intervento con un "ringraziamento a forze dell'ordine, prefetto, questore e a tutti quelli a cui spetta contemperare la manifestazione del legittimo dissenso col rispetto dell'ordine pubblico".
L’Ateneo napoletano si mobilita definendo «genocidio» l’azione di Tel Aviv nella Striscia. A Firenze lettera appello di 200 docenti per nn aderire al bando Maeci
Cristina BenenatiL’ultima volta del rettore Svelto: «Guidare l’ateneo un privilegio durato sei anni L’offerta formativa più ricca e le nuove strutture sono le basi per andare avanti»
Stefania PratoLettera ai ministri Tajani, Esteri, e Bernini, Università, per aderire al boicottaggio. Polemiche per i riferimenti al controverso movimento Bds contro «l’apartheid»
serena riformatoVideo La prima giornata italiana di Patrick Zaki da uomo libero. L'atterraggio a Milano e poi la lunga serata bolognese raccontata con le sue parole e quelle delle persone a lui più care. "Mentre lo aspettavamo di fronte all'ateneo - racconta Nour, suo amico egiziano - un'ora è sembrata lunga come un anno". "Patrick è l'amico che ti aiuta sempre nel momento di crisi e adesso voglio solo abbracciarlo", dice invece Amr, che in Egitto aveva cominciato l'attività politica con Zaki durante la rivoluzione del 2011. E così fra flash di fotografi e domande dei giornalisti, lo studente egiziano ha potuto finalmente ricevere dal rettore dell'Università di Bologna Giovanni Molari e dalla sua docente e mentore Rita Monticelli la tanto sospirata pergamena di laurea. Fuori dall'ateneo, intanto, la folla acclama Zaki che non si sottrae ad abbracci e battute. Poi il trasferimento in piazza maggiore per il saluto alla città: "Vorrei poter bussare a tutte le porte di Bologna da quanto vi sono grato e - ha detto dal palco - adesso è il mio turno di fare qualcosa per voi e per i diritti umani anche in Italia". Di Andrea Lattanzi
Video È iniziata alle 20:00 la festa per il ritorno di Patrick Zaki in Italia organizzata a Bologna. La serata è stata inaugurata con la rimozione dalla facciata del municipio dello striscione giallo che chiedeva la libertà per Zaki da parte dello stesso studente egiziano affiancato dalla fidanzata, dal sindaco Matteo Lepore, dal rettore dell’università di Bologna Giovanni Molari e dalla professoressa Rita Monticelli.
Il ricercatore domenica in Italia e in serata sarà a Bologna per un incontro in Università
Due minuti di applausi: «Spero di essere presto a Bologna per riabbracciare tutti»
Filippo FioriniLe sessioni a inizio luglio. Il ricercatore: «Spero prevarrà la voce della ragione e della saggezza»
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