La Milanesiana passa al Borromeo: da Fresu al Nobel Gurnah
A Pavia dal 22 al 24 giugno, il tema 2026 è “Il desiderio e la legge”
A Pavia dal 22 al 24 giugno, il tema 2026 è “Il desiderio e la legge”
Video Elisabetta Sgarbi si è commossa parlando del fratello - ancora ricoverato per depressione - dal palco della Milanesiana, la rassegna di letteratura, musica, scienza, arte e filosofia da lei ideata e diretta. Nel presentare un appuntamento a Bergamo in cui, tra gli ospiti, figura Vittorio Sgarbi, la curatrice del festival ha detto: "Stamattina mi ha chiamato per augurami una buona conferenza stampa". Poi, la sua voce si è fermata, come rotta dall'emozione. Nella sala del Piccolo Teatro Grassi è così partito un applauso al termine del quale è ripresa la presentazione.
Oggi, 17 giugno alle ore 21, in scena lo spettacolo “Il ballo di Irène Némirovsky” con Laura Morante ed Eugenia Costantini. Mercoledì il concerto di chiusura della pianista olandese che interpreterà Prokof'ev: «Tutti possono amare la classica»
Pierangelo vincenziL’autore algerino, vincitore del Premio Goncourt 2024, non sarà presente fisicamente all’inaugurazione degli eventi pavesi della Milanesiana per timori legati alla sua sicurezza
PAVIA Si chiude stasera la trilogia pavese della Milanesiana, la rassegna itinerante di letteratura musica cinema scienza arte filosofia teatro diritto economia sport fumetto, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. Oggi, mercoledì 18 giugno alle ore 21, al co...
p.a.v.«La sollecitazione è partita da Elisabetta Sgarbi che mi ha dato tutto il tempo per ragionare su questo progetto»
pier angelo vincenziHa collaborato con Chet Baker e altri big, al suo attivo oltre 80 cd: domani concerto con Luca Bulgarelli e Mauro Beggio
Roberto LodigianiNel 2022 il Comune organizzò il concerto degli Extraliscio. Quest’anno iniziative nei quartieri
Fabrizio MerliVideo Si è aperta all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone la mostra fotografica di Carlo Verdone Il colore del silenzio, realizzata in collaborazione con la Fondazione Elisabetta Sgarbi e la Milanesiana. La mostra è un viaggio attraverso le immagini scattate nel corso degli anni dal regista, che ritraggono nuvole, albe e tramonti, fotografie che egli definisce “preghiere senza parole”. "Finalmente riesco a farla vedere ai romani", racconta Verdone. "È la voglia del silenzio come reazione alla 'caciara' del set. Io vivo nel rumore, qua sono solo, sono attimi di grande rilassamento. Amo la potenza e la dolcezza della natura". "Chi si fosse illuso di vedere “solo” paesaggi", ha spiegato Elisabetta Sgarbi, "potrà meravigliarsi del fatto che Carlo Verdone sta raccontando i suoi stati d’animo più reconditi, illustrandoli non con le parole ma con le forme accidentali, ondivaghe, cangianti della natura. A me pare che stia componendo una sua autobiografia musicale in immagini". "Questa mostra è un esempio perfetto di come l’arte possa creare connessioni profonde, stimolare la curiosità e, al tempo stesso, valorizzare il talento straordinario di un artista come Verdone", ha detto l'ad della Fondazione, Raffaele Ranucci. L’ispirazione che guida il regista proviene sia dall’arte pittorica, dalle opere del futurista e divisionista Luigi Russolo fino ai maestri come Tiepolo, Monet, Turner e Constable, che lo spingono a puntare l’obiettivo verso l’alto, sia dalla musica, in particolare dalle composizioni strumentali elettroniche di Brian Eno, Philip Glass, David Sylvian e Robert Fripp. Suoni che lo riportano alla contemplazione e al silenzioso stupore del cielo. La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 21.00. Il sabato, la domenica e i festivi dalle 11.00 alle 21.00. Il 24 e 31 dicembre dalle 12.00 alle 16.00.
Lunedì la prima delle tre serate col prologo di Andrea Moro. Lo scrittore algerino ricercato in patria si collegherà da remoto
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