Rimosso al policlinico di Pavia un filtro anti-embolia, primo intervento in Italia

Video Fino a oggi non si potevano rimuovere, ma grazie all’aiuto del laser gli specialisti del San Matteo sono riusciti – per la prima volta in Italia – a rimuovere un filtro endocavale, dispositivo che si impianta per evitare embolie polmonari. La procedura è stata effettuata su una paziente che era stata ricoverata al policlinico di Pavia, in Chirurgia vascolare, per emorragia cerebrale e contestuale trombosi venosa profonda: in quell’occasione era stato impiantato il filtro cavale rimovibile, poiché le altre terapie (come gli anticoagulanti) non erano indicate. «Sono dispositivi posizionati nella vena cava inferiore, la principale vena che trasporta il sangue al cuore dall’addome e dagli arti inferiori. Funzionano da barriera alla migrazione di coaguli ai polmoni», spiega Antonio Bozzani, direttore della Chirugia vascolare. Se in passato questi dispositivi erano definitivi, oggi non è più così: trascorso quasi un anno dall’impianto e guarita dalla trombosi venosa profonda, la paziente poteva essere sottoposta a rimozione del filtro. Ma durante la Tac gli specialisti hanno notato che si erano creati problemi che avrebbero reso la procedura di mozione molto complessa, come spiega Pietro Quaretti, responsabile della Radiologia interventistica. Insieme a Bozzani è stato messo a punto un sistema di recupero dedicato del filtro tramite catetere cavo dotato di laser a eccimeri, una tecnica utilizzata all’estero. La procedura è stata eseguita dai radiologi interventisti Nicola Cionfoli e Riccardo Corti, è durata circa un’ora e ha permesso di recuperare il dispositivo e dimettere la paziente il giorno successivo senza complicanze. Nel video i dottori Bozzani e Quaretti parlano della tecnica utilizzata. (testo di Silvio Puccio, video di Giorgio Garbi) —