Video "Mio papà culla le parole, le accompagna dolcemente fino a che non sono pronte per uscire dalla sua bocca. E cullando le parole, tutto ciò che ha detto lo ha sempre pensato". Inizia così l'ultimo, toccante, saluto di Francesca Hadija, una delle figlie di Idris Sanneh, al funerale del padre. Un discorso travolgente, che ha abbracciato la vita del giornalista dalla sua quotidianità familiare alle sue più intime convinzioni umane e politiche. "Mio papà, essendo un gran figo, è riuscito - ha detto in un passaggio, commossa - a piegare le regole di istituzioni tanto materiali quanto invisibili. Mio papà, uomo nero, parlava dialetto bresciano e diceva 'inshallah'. Mio papà è stato talmente intelligente da entrare nelle case dei più razzisti di questo Paese, c'era, cazzo", ha poi proseguito cambiando tono. "Era un uomo aulico e popolare - si è avviata alla conclusione - era comunista, era un uomo politico e tutto ciò che ha fatto in vita è stato politico. Era un uomo di giustizia". Al termine del discorso la giovane ha intonato la canzone 'No woman no cry', la preferita di Idris.
Di Andrea Lattanzi
Video C'è chi è arrivato alle quattro del mattino "perché ci aspettiamo che prendano la giusta decisione e dare un'opportunità a queste due persone che sono state manipolate". Un serpentone di persone si è messo in coda di fronte al tribunale di Brescia per assistere all'udienza sulla richiesta di revisione del processo a carico di Rosa Bazzi e Olindo Romano. Tanti i giovani, studenti di giurisprudenza o psicologia forense. "Ci sono nuove prove e - dice una di loro - noi siamo convinte della innocenza della coppia". Tra i tanti in coda anche un illustratore giudiziario: "Si tratta di un mio progetto e - ha detto - oggi era doveroso presenziare e ritrarre questa udienza. Mi sono portato tanti fogli". Video di Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi, l'articolo di Massimo Pisa su Repubblica
Video "Sono qui per dare voce a questi larici, che sono qui da secoli e che dovrebbero essere ascoltati. La mia è una richiesta di pietà per lo scempio che sta avvenendo nel bosco di Ronco". Il violoncellista Mario Brunello è salito a Cortina per protestare contro l'abbattimento di 200 larici per la realizzazione della pista da bob in vista delle Olimpiadi 2026. Fra arbusti ancora in piedi e altri già abbattuti, il maestro ha suonato "Il cigno" di Camille Saint Saens e Stelutis Alipins, un pezzo corale friulano che racconta delle stelle alpine che ricrescono ogni anno laddove riposano i corpi degli alpini deceduti in guerra. "Con un po' di musica ho provato a dare a questi alberi una voce. Proprio adesso che abbiamo bisogno del loro aiuto per questo pianeta, ascoltiamoli".
Di Andrea Lattanzi e Daniele Alberti
Video "All'inizio della mia militanza, Pannella e Bonino hanno provato a dare seguito alla sua rivoluzione liberale. Oggi delle promesse di Berlusconi non è poi rimasto molto e questo governo rappresenta tutto fuorché una destra liberale. C'è il pericolo di avere una società sempre più impaurita. Quindi, sono pronto a confrontarmi anche sulla sua eredità politica". Marco Cappato presenta la sua candidatura nel seggio di Monza per le elezioni suppletive dopo la scomparsa del leader di Forza Italia. "Ridurre il confronto a berlusconismo e anti-berlusconismo è offensivo anche per lo stesso Galliani, se sarà lui il candidato del centrodestra. Bisogna confrontarsi sul merito", ha precisato Cappato che a Monza ha trascorso gli anni della giovinezza fino all'università. Sulle reazioni alla sua candidatura, l'esponente dell'associazione Luca Coscioni nonché dell'organizzazione Eumans, ha sottolineato come si sia proposto "a disposizione di organizzazioni e partiti, riconducibili al perimetro dell'opposizione".
Di Andrea Lattanzi
Video "Questo è un sogno che si avvera dopo tutti questi anni".
Lo studente e attivista egiziano Patrick Zaki, appena rientrato in Italia dopo la grazia concessagli dal presidente al-Sisi, ha cominciato la conferenza stampa al rettorato dell'Università di Bologna leggendo un discorso in italiano, lingua che per ora conosce a un livello elementare.
"Non ci sono parole, in nessuna lingua, che possano descrivere come mi sento", ha spiegato Zaki (cittadino onorario di Bologna al 2021).
Di Andrea Lattanzi
Zaki, la gioia e l’impegno
Video "Per me oggi, da Bologna, inizia un nuovo capitolo del mio impegno e del mio lavoro per i diritti umani. Non sono uno che prende il biglietto per la libertà e si chiude la porta dietro". Oltre la felicità e la commozione per il rientro in Italia da uomo libero, Patrick Zaki mostra così una forte determinazione in uno dei più suggestivi passaggi della sua conferenza stampa. "Non possiamo dimenticare - ha specificato - le tante persone che ancora pagano per l'espressione pacifica del loro dissenso in Egitto". Zaki ha quindi ricordato all'Italia e all'Unione Europea le loro responsabilità nella gestione delle questioni migratorie: "Non possiamo dimenticare chi scappa da guerre, crisi economiche o politiche, cambiamenti climatici. Cercano solo una vita migliore per i propri figli".
Di Andrea Lattanzi
Video "Siamo affascinati dall'iconografia sanremese e il nostro è un modo per dare attenzione a giovani artisti emergenti anche grazie al volano di visibilità del festival della canzone italiana". Ugo Vivone è tra i fondatori di Open Stage, piattaforma che consente ai musicisti di esibirsi prenotando slot in spazi pubblici, che insieme ad Atm e Metro 5 ha organizzato SanMetro, festival della canzone metropolitana che per qualche giorno ha accompagnato i passeggeri delle metro milanesi nelle stazioni di Loreto, Bicocca e Garibaldi. "Dei trenta partecipanti - spiega Annalisa Bassi di Atm - in nove sono stati scelti per la finale, grazie al pubblico che ha potuto votare o direttamente nelle stazioni o tramite social media". E così, fra decine di curiosi, gag e tanta ironia, nella stazione Garibaldi è andata in scena la finale del festival di SanMetro. "Catturare l'attenzione di un pubblico di passanti non è semplice anche perché - racconta Linn, cantante piemontese - i passeggeri milanesi vanno parecchio di corsa, ma è una bella soddisfazione". Lontana dai fasti sanremesi ma focalizzata su giovani promesse, la manifestazione ha messo in palio un invito per il Miami, il più importante festival italiano di musica indipendente e un’intervista sulle pagine di Rockit. A vincere i Vaeva, band indie rock di giovanissimi che ha incantato la giuria tecnica per la sua energica esibizione. Video di Andrea Lattanzi
Video "Auguro a suo figlio di avere valori etici pari a un decimo di quelli di mia figlia". Durissima la replica di Roberto Salis alle parole del ministro Matteo Salvini che, parlando del caso di Ilaria Salis detenuta a Budapest aveva detto che "Se mio figlio facesse quello che fa lei, di certo non sarei contento. E come minimo mi farei sentire". Salis, appena rientrato dall'Ungheria all'aeroporto di Bergamo si è intrattenuto con i cronisti per parlare del caso e tracciare un bilancio delle ultime ore. "Se qualcuno vuole prendere le difese delle guardie che - ha aggiunto - tengono i cittadini italiani con le catene e mascherati col passamontagna è libero di farlo. Ma non so se danneggia di più il caso di mia figlia o la sua carriera politica"
Di Andrea Lattanzi
Video "Ogni atleta, ovviamente, sogna di vincere una medaglia olimpica con i colori del suo paese. Io non ho più questa possibilità ma devo tutto alla squadra dei rifugiati che mi porterà a Parigi". Iman Mahdavi è un lottatore libero iraniano che, ottenuto lo status di rifugiato politico in Italia, si è guadagnato il pass per le Olimpiadi 2024 nella selezione degli Atleti Olimpici Rifugiati. 29 anni e vincitore di alcune competizioni nazionali nella categoria 79kg, è arrivato in Italia nel 2020 attraversando il confine con la Turchia a piedi: una volta giunto in aeroporto ha preso letteralmente il primo volo disponibile per l'Europa. Di giorno passa le ore in palestra fra pesi e allenamenti, di notte si guadagna da vivere come addetto alla sicurezza nelle discoteche. "Per ora mi sta bene, devo lottare per la mia vita, però - si confida - in futuro vorrei allenare i più giovani". La sua partecipazione alle Olimpiadi è un grande traguardo per il suo team, "la mia famiglia", come lo chiama, ma anche per il nostro paese. Per la prima volta dalla creazione della selezione rifugiati, infatti, due membri della squadra provengono dall'Italia (l'altro è Hadi Tiranvalipour, taekwondo categoria -58kg, anch'egli iraniano). “La selezione di Iman Mahdavi e Hadi Tiranvalipour per le Olimpiadi è un traguardo importantissimo non solo per i due atleti ma per ciò che rappresenta per la causa dei rifugiati e per l'Italia che li ha accolti. Le persone in fuga sognano di poter ricostruire il proprio futuro in sicurezza e dignità. Troppo spesso la narrazione che li riguarda mette in luce solo i bisogni primari tralasciando il talento, il coraggio e la determinazione che portano con se” ha dichiarato Chiara Cardoletti, rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. "Il mio sogno è certamente vincere una medaglia ma - conclude Iman - il mio più grande desiderio è riabbracciare mia madre".
Di Andrea Lattanzi
Video "Riferirò in parlamento quando decideranno i capigruppo. Ci ho sempre messo la faccia e continuerò a mettercela". La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, a margine dell'evento Direzione Nord a Milano, risponde così ai cronisti che le chiedevano quando avrebbe chiarito di fronte ai deputati sul suo ruolo nella vicenda Visibilia e Ki Group. "Mi sembra che la maggioranza sia più che compatta", dice in riferimento alle richieste, anche da parte di Lega e Forza Italia, di andare alle camere per illustrare la sua posizione. "La vedete la mia faccia? Sono 23 anni che faccio politica e risponderò su tutto", risponde a chi le chiedeva se avrebbe fatto luce anche sulle accuse di mancati tfr da parte dei dipendenti di Ki Group. "Se ho pensato a dimettermi? Ma sulla base di che cosa? Sia serio, non vado appresso a Report".
Di Andrea Lattanzi