PLPL23, Ascanio Celestini: "Nelle guerre le vittime diventano numeri. Serve raccontare le storie delle persone"

Video "Cominciare a pensare che 5 mila o 6 mila bambini morti hanno un nome e un cognome diventa un vero peso, un po' come succede con i migranti. È quello che succedeva per i bollettini in epoca Covid in cui le vittime diventavano solo numeri. Nelle guerre succede continuamente. E c'è bisogno che qualcuna vada a raccontare queste cose, a dare nomi e cognomi e dire 'Io le ho viste queste persone'". Così Ascanio Celestini nel corso di "Il popolo vittima di ogni guerra", il suo dialogo ad Arena Repubblica Robinson con Fabio Tonacci per Più libri più liberi 2023.di Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano

25 novembre, mezzo milione in piazza contro il patriarcato. Il videoracconto

Video Erano circa mezzo milione i partecipanti che sono scesi in piazza a Roma per dire no alla violenza sulle donne. Altri cortei caratterizzati dal colore fucsia hanno avuto luogo in tutta Italia. La mobilitazione è avvenuta all’indomani del tragico femminicidio della giovane Giulia Cecchettin, diventata il simbolo della lotta femminista. La sorella Elena ha parlato su Instagram: “Reagiamo, affinché nessuno senta più il dolore che sento io”. A Roma è scesa in piazza anche la segretaria dem Elly Schlein. Di Daniele Alberti, Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano

25 novembre, mezzo milione in piazza contro il patriarcato. Il videoracconto

Video Erano circa mezzo milione i partecipanti che sono scesi in piazza a Roma per dire no alla violenza sulle donne. Altri cortei caratterizzati dal colore fucsia hanno avuto luogo in tutta Italia. La mobilitazione è avvenuta all’indomani del tragico femminicidio della giovane Giulia Cecchettin, diventata il simbolo della lotta femminista. La sorella Elena ha parlato su Instagram: “Reagiamo, affinché nessuno senta più il dolore che sento io”. A Roma è scesa in piazza anche la segretaria dem Elly Schlein. Di Daniele Alberti, Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano

Gestazione per altri, Debora e Michele: "Noi, eterosessuali e cattolici, discriminati da questo governo"

Video "Vorrei un figlio perché la vita è fatta per essere proseguita e non per morire con noi". Le parole di Debora Lucani, consulente fiscale di 37 anni, quasi commuovono il marito, Michele Belloli, consulente bancario di 48 anni. Sposati in chiesa da ormai 12 anni, sono originari di Parma ma vivono a Marina di Carrara. "Dopo il matrimonio mi è stata diagnosticata un'endometriosi al quarto stadio", spiega Debora, "e mi è stata fortemente sconsigliata una gravidanza". Di qui l'idea di provare con l'adozione che fra burocrazia e gli intoppi dovuti alla pandemia si è rivelata un percorso a ostacoli. "Abbiamo cominciato a informarci negli Stati Uniti e Canada sulla gestazione per altri solidale,", dice Michele, "in cui deve esserci la massima volontà della gestante a donare il proprio utero a una coppia, senza alcuna commercializzazione". Le uniche spese ammesse all'interno di questa pratica sarebbero quelle per eventuali costi sanitari sulla gestante ed eventuali rimborsi per mancati introiti lavorativi. "Ecco perché ci rifiutiamo di parlare di utero in affitto e troviamo che vietare senza normare una cosa che farebbe il bene di tante coppie sia un atto populistico". L'inizio dell'iter per riconoscere la gpa come reato universale alla Camera fa riflettere la coppia. "Il nostro desiderio di un figlio resta inalterato ma vedremo come fare", dice Debora, che rincara: "Questa pratica è svolta per lo più da coppie eterosessuali ma qui la si affianca agli omosessuali per colpirli ancora di più. Non mi spiego come sia possibile. Con questa legge se facessimo nostro figlio all'estero rischieremmo due anni di carcere. Vogliono proteggere i bambini ma alla fine gli complicano la vita". Di Andrea Lattanzi

L'ultima volta del Cavaliere: la "gens berlusconiana" saluta il suo Presidente

Video Dalle dimissioni dello scorso 19 maggio, avvenute dopo 45 giorni di ricovero, fino all'uscita del feretro dal Duomo di Milano per i suoi funerali. L'ultimo mese di vita di Silvio Berlusconi visto con gli occhi di chi apparteneva (e appartiene) al suo popolo. Un popolo eterogeneo e contraddittorio, fatto di imprenditori e banchieri, ultras ed eterni devoti. Un lungo commiato che, idealmente, era iniziato il 6 maggio scorso, quando l'ex-presidente del Consiglio parlava per l'ultima volta alla platea della convention di Forza Italia da una stanza dell'ospedale al San Raffaele. "È la prima volta dopo un mese che sono con camicia e giacca, ma qui - aveva detto - ho lavorato alla riorganizzazione del partito". Poi però, in coincidenza di un controllo di routine, l'ultimo ricovero e la morte. Significativa, prima di tornare in ospedale, una passeggiata nella sua Milano 2, dove Berlusconi ha scattato quelle che si ritengono a oggi le sue ultime fotografie, in vita con alcuni ammiratori. Il resto è cronaca, con la riservatissima camera ardente e i pellegrinaggi dei suoi 'fedeli' per lasciare un fiore di fronte alla resistenza si villa San Martino. E poi ancora il funerale, dove il popolo di Berlusconi si è ritrovato per un'ultima volta tra cori, bandiere e striscioni di fronte al suo leader. Con una domanda su tutte: riuscirà quella che per molti è una fede, per tanti altri un'appartenenza, a sopravvivere alla dipartita del suo stesso fondatore? Di Daniele Alberti, Edoardo Bianchi, Andrea Lattanzi

Funerali Berlusconi, contestatrice insultata: "Magari suo marito fa la stessa fine"

Video "Chiamatemi Silvia" ha detto ai cronisti che le chiedevano il nome: una donna, madre di due figli, è entrata in piazza Duomo a Milano con una maglietta che recava la scritta "Io non sono in lutto". La contestatrice che aveva anche in mano il libro "Per questo mi chiamo Giovanni" dedicato alle indagini di Falcone. La sua presenza ha provocato forti momenti di tensione quando le persone accorse in piazza Duomo per l'ultimo saluto a Berlusconi si sono accorti di lei (che stava in piedi in silenzio) ."Berlusconi è un pregiudicato e - ha replicato la donna - per questo non merita il lutto nazionale. Ecco perché sono qui". Di Daniele Alberti, Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi

Berlusconi, l'ex olgettina Barbara Guerra in lacrime: "Era come un padre, credevamo fosse immortale"

Video "Silvio per me era come un padre". Così, l'ex olgettina Barbara Guerra ricorda Silvio Berlusconi, morto a 86 anni. "L'avevo visto qualche mese fa a Villa San Martino ed era molto affaticato. Mi ha regalato un quadro della Madonna che conservo ancora qui. Eravamo rimasti d'accordo che avremmo fatto una passeggiata insieme nel parco a villa Gernetto", racconta in lacrime Guerra. "Con la sua scomparsa si chiude quella fase del processo Ruby? Con l'assoluzione del caso si è chiuso quel momento della mia vita, ora voglio solo ricordarlo per la bella persona che era". Di Andrea Lattanzi e Daniele Alberti

Ramadan, dopo la polemica c'è il pienone per la cena nell'oratorio di Renate: "Siamo tutti figli dello stesso Dio"

Video "Avevamo previsto 250 persone ma al secondo giorno di prenotazioni eravamo già oltre. Abbiamo riaperto per un po' e stasera siamo tra i 350 e i 380, dei quali 180 italiani e 200 musulmani". Mohamed Taidi è il portavoce dell'associazione La Pace, raggruppamento di persone di fede musulmana che nel comune di Renate (MB) ha organizzato nell'oratorio Don Bosco, grazie all'assenso del parroco Claudio Borghi, la cena con cui gli islamici interrompono il digiuno giornaliero durante il ramadan. Mentre parla, nel piazzale cominciano ad affluire pietanze tipiche del mondo arabo (cous cous, falafel, tajine) e una musica dalla melodia mediorientale riempie il cortile dell'oratorio. Sullo sfondo, il campanile della chiesa dei Santi Donato e Carpoforo, in primo piano, invece, donne col velo che orchestrano i preparativi. Le polemiche - alimentate dalle dichiarazioni del capogruppo leghista in Regione Lombardia, Alessandro Corbetta - non toccano don Claudio che tira dritto: "Una tempesta in un bicchier d'acqua, non hanno di meglio di cui occuparsi? C'è un Consiglio pastorale, se non è d'accordo lo farà sapere". Fuori dalla sua abitazione le bandiere della Palestina e di Israele l'una vicino all'altra: "Noi siamo per la pace", dice orgoglioso. Alla cena arrivano anche il vicesindaco di Fratelli d'Italia Luigi Pelucchi e l'assessore esterno alla Cultura Mario Molteni. "È una bella iniziativa ma - dice quest'ultimo - la diatriba è cominciata dal niente perché a noi non è mai arrivata una richiesta ufficiale per gli spazi comunali". Manca proprio solo il primo cittadino. "Questa è una cena (gratuita, ndr) per tutti e - conclude Taidi - non è una celebrazione religiosa. Qualcuno non lo aveva capito...". Di Andrea Lattanzi

Napoli, la famiglia che vive di fronte allo stadio: "Gioia indescrivibile anche se con lo spoiler"

Video Com'è guardare le partite del Napoli se si abita esattamente di fronte al Maradona? Chiedere alla famiglia Lonz - Monfregola che da pochi mesi ha acquistato il suo appartamento a Fuorigrotta, con vista stadio. "L'urlo dei tifosi ci anticipa sempre i gol, - raccontano - noi proviamo a chiudere le tapparelle per evitare lo spoiler, ma la gioia resta immensa". La felicità per lo scudetto è stata accompagnata da una condivisione familiare, con tutte le partite seguite con nipoti, figli e cognati a casa, tutti insieme. E dopo tanta attesa, anche per loro è il momento di festeggiare. Direttamente da una postazione d'eccezione. Di Edoardo Bianchi, Gianvito Rutigliano e Andrea Lattanzi

Il chitarrista di strada nigeriano improvvisa un inno per Osimhen: l'applauso di via dei Tribunali

Video A volte bastano una chitarra, una splendida voce ed essere connazionali dell'attaccante azzurro mascherato per scatenare un piccolo concerto nel centro storico di Napoli. Merito di Joseph David, chitarrista di strada nigeriano che in via dei Tribunali ha improvvisato un brano dedicato a Osimhen. "You are the greatest footballer", canta il musicista. E la gioia per uno scudetto in arrivo trova persino un nuovo inno dedicato al capocannoniere della serie A. Di Gianvito Rutigliano, Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi