Video Sono stati soccorsi dalla nave Aurora della Ong Sea Watch i 32 naufraghi che per 4 giorni sono rimasti sulla piattaforma petrolifera Miskar di proprietà della multinazionale inglese British Gas al largo delle coste tunisine, nel Mediterraneo centrale. Le autorità, secondo quanto riferisce la stessa Ong, non hanno ancora assegnato il porto sicuro di sbarco. I naufraghi provengono dalla Libia e viaggiavano a bordo di un gommone quando, viste le precarie condizioni del mezzo, hanno trovato riparo sulla piattaforma petrolifera. "Nessuna delle autorità contattate si è assunta la responsabilità giuridica e umanitaria di un soccorso obbligatorio. Anche questa volta - spiega la portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi - ci siamo assunti la responsabilità di colmare un gravissimo vuoto istituzionale dettato da politiche disumane e profondamente razziste. Il nostro ruolo come società civile è esserci laddove le istituzioni preferiscono girarsi dall'altra parte, in un Mediterraneo dove l'omissione di soccorso è ormai prassi impunita mentre l'obbligo di soccorrere chiunque si trovi in pericolo è regolarmente criminalizzato". LEGGI Migranti, soccorsi dalla Sea Watch i 32 migranti da quattro giorni su una piattaforma petrolifera
Video "La dichiarazione di Elon Musk è un'intimidazione gravissima e trovo altrettanto grave che i mezzi di comunicazione vengano controllati e utilizzati per minacciare la nostra giustizia che il governo dovrebbe proteggere invece di associarsi a queste minacce": così la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi, a margine della conferenza stampa, presso l'associazione della Stampa Estera, sul naufragio del 4 settembre a largo di Lampedusa. Leggi anche Musk ai giudici del caso migranti in Albania: “Devono andarsene”
«Che scandalo! Un governo che - con un mandato chiaro ricevuto dai cittadini - lavora per difendere i confini italiani e fermare la tratta di esseri umani, attraverso azioni concrete e accordi internazionali». Così sui social la premier Giorgia Meloni replica alla Ong tedesca Sea Watch che la acc...
Video Da tre giorni 32 migranti sono appollaiati sulla piattaforma petrolifera Miskar in mezzo al Mediterraneo ma nessuno va a prenderli. Tra loro quattro donne e due bambini. Secondo quanto riferito alla Ong Alarm phone una persona sarebbe morte. Le immagini sono state realizzate dall'aereo Seabird di Sea Watch
Oscar Camps: «Il nostro lavoro non si ferma». Linardi di Sea Watch: «Che il potere sia impunito non ci sorprende. L’unico confine da difendere più che mai dopo questa sentenza è l’umanità»
Video L'organizzazione no-profit Resqship ha salvato ieri 43 persone che erano su un gommone sovraffollato all'interno della zona di ricerca e salvataggio (SAR) del Mediterraneo in Tunisia. L'imbarcazione è stata avvistata per la prima volta domenica dalla Ong marittima Sea Watch, che ha dato l'allarme a tutte le autorità circostanti. Secondo Sea Watch, circa 12 persone erano in acqua quando la barca è stata avvistata per la prima volta, molto probabilmente per evitare che affondasse e per proteggere i bambini a bordo. L'Ong Resqship è arrivata nella tarda serata di ieri per salvare i migranti, portando tutte le persone a bordo della sua barca a vela Nadir, a più di 24 ore da quando è stato lanciato l'allarme. Le persone soccorse provengono per lo più da Bangladesh, Pakistan, Sudan ed Egitto. Tra loro c'erano sette donne e quattro bambini. La barca a vela di Resqship è in viaggio verso Lampedusa, dove sbarcheranno le 43 persone soccorse e altre 19 che sono state salvate nella notte tra lunedì e martedì
Un barcone di migranti si ribalta al largo di Lampedusa. Tra i 21 dispersi anche tre bambini. Le sette persone sopravvissute sono state tre giorni alla deriva. Il sindaco: «Ora canali umanitari»
Laura Anello
È stato assegnato un porto sicuro di sbarco: quello di Lampedusa
I corpi recuperati in mare dalla Geo Barents non trovano spazio sull’isola. E non si capisce di chi è la giurisdizione
eleonora camilli
Video Dopo 11 ore si sono concluse questa notte le operazioni di soccorso del barcone alla deriva nel canale di Sicilia: le 440 persone salvate (tra cui molte donne e bambini), in un mare con onde alte fino a quattro metri e mezzo, sono ora finalmente a bordo della nave Geo Barents di Medici senza frontiere.
Le operazioni sono state riprese dall’aereo Seabird di Sea Watch.