Azar Nafisi: “È una rivolta esistenziale Il regime non fa più paura”
La scrittrice: «Un movimento politico finirebbe con l’eliminazione dei leader ma qui è insorta l’intera società e non si possono arrestare milioni di persone»
Francesca PaciLa scrittrice: «Un movimento politico finirebbe con l’eliminazione dei leader ma qui è insorta l’intera società e non si possono arrestare milioni di persone»
Francesca PaciVideo Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha incontrato la scacchista iraniana Sara Khadem, 25 anni, nota per aver giocato senza velo all'ultimo campionato mondiale di scacchi, Rapid e Blitz, svoltosi ad Almaty, in Kazakistan. Così facendo si è schierata apertamente contro la morte di Mahsa Amini e contro le repressioni pepetrate dalle autorità a Teheran. L'atleta iraniana, al termine dell'evento, ha deciso di non tornare in patria ma di trasferirsi in Spagna ed evitare future rappresaglie. Khadem e Sanchez hanno giocato una partita davanti ai giornalisti e fotografi presenti. Sanchez, invitando l'atleta al Palazzo della Moncloa ha voluto esprimerle personalmente il suo sostegno. Khadem, nota anche come Sarasadat Khademalsharieh, si è trasferita in Spagna all'inizio di gennaio con il marito, il regista Ardeshir Ahmadi, e il figlio Sam di 10 mesi. In un'intervista rilasciata domenica scorsa a El Pais (rilasciata in una località segreta per ragioni di sicurezza) Khadem ha dichiarato che prima del torneo di Almaty avrebbe indossato l'hijab solo "se ci fossero state le telecamere, perchè in quel momento rappresentavo l'Iran". "Ma con il velo non sono me stessa, non mi sento più a mio agio, e quindi volevo porre fine a questa situazione. E ho deciso di non indossarlo più". Le atlete iraniane sono tenute a rispettare il rigido codice di abbigliamento femminile della Repubblica islamica, principalmente coprendo il capo, quando rappresentano il loro Paese in eventi internazionali. Khadem ha detto di sperare che i suoi parenti in Iran non subiscano "rappresaglie perché se c'è qualcuno che deve dare spiegazioni per le mie azioni, sono io, non loro, dato che la decisione è stata solo mia". Ha detto di aver iniziato a pensare di trasferirsi all'estero dopo la nascita di suo figlio. "Ho iniziato ad apprezzare il fatto di vivere in un posto dove Sam potesse uscire per strada e giocare senza che noi fossimo preoccupati, e molte altre cose del genere. La Spagna era l'opzione migliore". Khadem ha detto che vorrebbe continuare a rappresentare l'Iran nei tornei di scacchi e che intende diventare una streamer online, presentando programmi di scacchi. "Ho quest'idea da anni, ma non volevo farlo dall'Iran e indossando il velo".
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CATERINA STAMINPagina 3 di 5