Cospito, scontri a Roma tra manifestanti anarchici e polizia: ferito un agente

Video Notte di tensione a Trastevere tra gli anarchici e la polizia. Scontri e lanci di bottiglie al termine della manifestazione in Piazza Trilussa contro il 41 bis e in solidarietà con Alfredo Cospito.  Gli anarchici avrebbero cercato di raggiungere “obiettivi sensibili come Regina Coeli, Dnaa e il ministero” venendo respinti dalle forze dell’ordine. Nel corso della protesta,  i manifestanti hanno lanciato bottiglie e oggetti contro la polizia. Un poliziotto è rimasto lievemente ferito alla testa. Sono state danneggiate fioriere e motorini.

Due giorni di rivolta nel carcere di Regina Coeli: a fuoco scarpe e lenzuola e vetri rotti nei corridoi

Video Nel video alcuni momenti della rivolta dei detenuti scoppiata tra sabato e domenica a Regina Coeli. Nel carcere la situazione è insostenibile sia a causa delle condizioni di iperaffollamento in cui vivono sia per i contrasti fra bande che gestiscono il racket interno di sigarette e oggetti come scarpe o ricariche postepay. La rabbia è scoppiata per la prima volta sabato pomeriggio e ha coinvolto circa duecento detenuti nella terza sezione del penitenziario: hanno rotto le serrature delle celle, alcuni vetri e allagato i corridoi, appiccando il fuoco a mucchi di vestiti fra urla e proteste. Gli agenti della polizia penitenziaria sono dovuti intervenire in tenuta antisommossa: solo nel corso della notte sono riusciti a riportare la calma. Nella mattina di domenica le proteste sono riprese con più forza e altri roghi sono stati appiccati nei corridoi del carcere. Da tempo il sindacato Osapp chiede il trasferimento di questi detenuti. “Chiediamo il trasferimento ad altre strutture di questi detenuti per attenuare il potenziale di violenza - spiega Leo Beneduci  segretario generale del sindacato Osapp (organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) - ma il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria risponde solo che occorre chiuderli e non farli permanere nei corridoi, quando poi sono sempre gli stessi ad incendiare le celle e comunque ad uscire in ogni caso. il problema delle criminalità più o meno organizzate che la fanno da padrone tra le celle è quanto mai attuale”.