“Illuminiamo la conoscenza”: è questo il titolo del nuovo progetto scolastico promosso dall’istituto Caramuel Roncalli diretto da Matteo Loria che, dal 19 al 23 gennaio, coinvolgerà studenti, docenti e famiglie in un percorso di incontri, dialoghi e testimonia...
Selvaggia Bovani
Se il vento portasse via anche i pensieri tristi Mentre vado in ambulatorio passo vicino ad asinelli con le gambe magre e con profonde piaghe sulla pelle che trascinano carretti troppo pesanti. C’è una bandiera in mezzo alla strada, c’è scritto «Free Gaza», ma le macerie e gli edifici rasi al su...
MARTINA MARCHIO'
Un drone colpisce Cipro – Cosa sta succedendo
Redazione Web
Video Medici senza frontiere ha pubblicato sul proprio profilo Instagram un video per la Giornata internazionale della donna, con questo messaggio: "Niente mimose oggi. Parliamo piuttosto del diritto delle donne a disporre liberamente del proprio corpo. Parliamo del diritto all'aborto, parliamo della possibilità di accedere a servizi legali e gratuiti per interrompere volontariamente una gravidanza. Troppo spesso questa possibilità viene negata, lasciando le donne nella condizione di mettere a rischio la propria salute per abortire. Lo vediamo in molti paesi in cui lavoriamo, in cui ogni giorno assistiamo alle conseguenze sui corpi delle donne di aborti non sicuri. Anche in Europa, oltre 20 milioni di donne non hanno accesso all'aborto sicuro e la minaccia che la situazione peggiori è sempre più concreta".
Nel primo governo Conte, Salvini si rese protagonista di diversi casi di divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane alle navi delle Ong. Ora il governo dovrà risarcire i migranti della Diciotti
Video il perosnale palestinese della ONG Medici Senza Frontiere esprime in un video i suoi sentimenti dopo 15 mesi di guerra. Sono uomini e donne - sottilinea Msf - che "non hanno mai smesso di fare il loro lavoro nonostante la violenza e la devastazione che li ha circondati". Ora in poche parole ognuno di loro esprime ciò che prova dopo il cessate il fuoco.
Tre nuovi sacchi bianchi per cadaveri si sono aggiunti ai tanti altri senza nome. Sono di una famiglia intera arrivata già morta al nuovo punto sanitario di Medici Senza Frontiere a Rafah. Ho pensato per un attimo che forse è stato meglio così, se ne sono andati insieme, spero che non abbiano sof...
MARTINA MARCHIÒ*
Con Amina nel Ciad, tra le donne sfollate dal Sudan e violentate dai soldati dell’Rsf. «Abusata in branco, ti ammazzavano se urlavi». In Darfur aggredite 8 ragazze su 10
Nell’aria c’è ancora l’odore di chi è morto avvolto dalle fiamme L’attacco è avvenuto in una zona che era stata definita “sicura”
Martina Marchiò*
Il rapporto della ong denuncia le «morti silenziose» di chi non riesce ad accedere alle cure: «Con il sistema sanitario devastato si muore per malattie prevenibili»