Video L'eurodeputato di Fratelli d'Italia Nicola Procaccini ha risposto alle domande dei giornalisti sul contenuto di alcune vecchie chat del partito, pubblicato giovedì dal 'Fatto Quotidiano' come anticipazione del libro 'Fratelli di chat' (scritto da Giacomo Salvini, cronista del giornale). Procaccini sostiene che il vero problema non sia il contenuto di chat "trafugate", né l'eventuale mancanza di lealtà nel partito, ma il fatto che i giornalisti non riconoscano che diffondere chat private è illegale.
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Il 22 marzo Romano Prodi, incalzato sulle frasi del Manifesto di Ventotene dalla giornalista di Quarta Repubblica, Lavinia Orefici, è arrivato a tirarle i capelli. «Solo una mano sulla spalla», era stata la replica
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Condannato per l’omicidio, ogni giorno esce dal carcere al mattino e torna in cella a dormire. La nuova inchiesta: niente Dna nei 50 reperti analizzati dai periti
Il professor Saverio Regasto ha sollevato le sue perplessità sul percorso accademico della ministra del Lavoro
Video Scintille a Otto e mezzo su La7 tra Lilli Gruber e Marco Travaglio. Il motivo del diverbio è stato il patriarcato, tema discusso anche con gli altri ospiti, Massimo Giannini, Italo Bocchino e Cecilia Pellizzari. La conduttrice ha accusato Travaglio di far parte di una "lista" di giornalisti che minimizzano l'esistenza del patriarcato, includendo anche Bocchino e Cacciari. Travaglio ha ironizzato chiedendo in quale altra lista fosse finito, mentre Bocchino ha scherzato sulla novità di trovarsi nella stessa lista del direttore del Fatto Quotidiano. Il dibattito si è infiammato quando Travaglio ha cercato di distinguere tra paternalismo, patriarcato e maschilismo, ma Gruber ha insistito che la differenza è evidente. Quando Travaglio ha osservato di sentirsi limitato nella libertà di espressione, Gruber ha risposto che, nonostante le divergenze, entrambi erano liberi di esprimere la propria opinione.
Le professioniste impiegate nel colosso del Made in Italy lamentano «rigidità organizzativa, usura fisica, pressioni individuali, mancato riconoscimento economico e dei passaggi di livello»
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Si scatena la polemica: il difensore avrebbe condiviso commenti sui maschicidi e osservazioni misogine
Sofia Li Crasti
In Tribunale per opporsi all’archiviazione delle accuse di diffamazione rivolte a Report, il presidente del Senato: «Non sapevo nulla dell’agenzia di spionaggio»
L’ex presidente del Consiglio respinge le ingerenze del fondatore: «Sul doppio mandato non possiamo ragionare come 15-20 anni fa»
Le dichiarazioni dell’ex capogruppo vicario alla Camera hanno fatto scattare l’allarme rosso in Fratelli d’Italia
FRANCESCO MALFETANO