Video La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata a Budapest per partecipare alla sessione plenaria del quinto vertice della Comunità Politica europea. Alla Puskas Arena, dove si svolge la riunione, Meloni è stata accolta dal premier ungherese Viktor Orbán.
Il leader albanese, che stava accogliendo i 47 capi di Stato e di governo, vedendo la premier Meloni ha abbandonato l’ombrello sotto la pioggia di Tirana e si è inginocchiato in segno di preghiera
Liveblogging Telefonata dei leader con Trump, assente Meloni. La Gran Bretagna pronta a inviare truppe in Ucraina
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Il vertice per discutere della legge di Bilancio è stato riprogrammato
Palazzo Chigi: «Abbiamo sempre detto che non partecipiamo a discussioni sulle truppe a Kiev». La replica dell’Eliseo: «Mai parlato di soldati. No alle fake news, ci pensano già i russi»
In Albania vertice della Comunità politica europea. Secondo i media tedeschi l’Spd cancella l’Italia dai partner strategici
A Budapest al via la sessione plenaria del quinto vertice della Comunità Politica europea
Video "Fratelli d'Italia ha deciso di non votare per la conferma di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea. Siamo rimasti coerenti con la posizione espressa nel Consiglio europeo di non condivisione del metodo e del merito". Così la premier Giorgia Meloni, in un video registrato a margine dei lavori del vertice della Comunità politica europea di Blenheim Palace. "Questo ovviamente non comprometterà la collaborazione che il governo italiano e la commissione europea hanno già dimostrato di saper portare avanti su molte materie come la migrazione e voglio approfittare per fare gli auguri di buon lavoro comunque a Ursula von der Leyen", aggiunge Meloni. LEGGI Von der Leyen rieletta presidente della Commissione Ue
Al vertice di Budapest anche il presidente ucraino: “Vogliamo la pace, ma alle nostre condizioni”. Sullo sfondo l’elezione di Trump e la crisi politica in Germania. Macron: “Se rimaniamo erbivori, i carnivori ci divoreranno”
Automobili sovraccariche di valigie e ricordi, con dentro stipate intere famiglie di armeni, volti stanchi e impauriti. E' il fiume di profughi diretti in Armenia, in fuga dal Nagorno Karabakh, l'enclave separatista a maggioranza armena sconfitta la settimana scorsa da un'offensiva lampo dell'Aze...