La Pasquetta con il sole fa il pienone. Parchi e aree verdi presi d’assalto
Vul, Vernavola e le spiagge al ponte di Bereguardo le mete più gettonate. Tanti turisti anche al Monumento della Certosa
A. DowlatshahiVul, Vernavola e le spiagge al ponte di Bereguardo le mete più gettonate. Tanti turisti anche al Monumento della Certosa
A. DowlatshahiAttaccabrighe, donnaiolo, ubriacone. Eppure segnava gol a valanga. Un giorno, saputo che il Brasile non l’avrebbe convocato per i Mondiali del 1950, prende una pistola e la punta alla testa dell’allenatore. Non solo, ma tira il grilletto. La pistola è caricata a salve, ma lo spavento è terribil...
I bisnonni erano partiti da Ferruzzano, un comune alla periferia di Reggio Calabria, ma la famiglia era finita a Chacabuco, un piccolo centro nella pampa sconfinata, lontano da Buenos Aires. E lì, va detto, fai più fatica a farti notare se nella vita vuoi fare il calciatore. Dan...
Video "Tifosi si nasce, non si diventa". Questo è il senso dello spot con cui lo sponsor tecnico del Boca Juniors ha omaggiato il club di Buenos Aires per i 119 anni della sua fondazione.
ROBBIO La trasferta sul campo della Caronnese era un ostacolo quasi proibitivo e il Robbio non è riuscito a costruire l’impresa: mercoledì sera la formazione varesina si è imposta 3-1 e i granata restano all’ultimo posto in classifica con un punto. Intanto ie...
Alberto colli franzoneVideo Nell'intervallo della partita di calcio tra Boca Juniors e Gimnasia La Plata, valevole per la Copa Argentina, ci sono state tensioni tra le tifoserie. Per calmare gli ultras della squadra di Buenos Aires è arrivato nel loro settore dalla tribuna d'onore Juan Román Riquelme, già numero 10 e attuale presidente del club "xeneize". L'ex calciatore ha contribuito a tranquillizzare gli animi, permettendo la ripresa dell'incontro. Il Boca ha vinto ai rigori, qualificandosi alle semifinali.
Video A quasi nove anni dall’addio al calcio giocato, Juan Roman Riquelme ha disputato la sua ultima partita alla "Bombonera" di Buenos Aires, lo stadio del Boca Juniors. "El Mudo", 45 anni festeggiati in campo e ora vicepresidente del club, ha guidato in campo gli Xeneizes contro una selezione dell’Argentina capitanata da Lionel Messi. Presenti campioni di ieri e di oggi come Esteban Cambiasso, Angel Di Maria, Leandro Paredes e Rodrigo Palacio. Tra gli invitati anche l’ex tecnico di Boca (e anche Roma, per qualche mese nel ’96-‘97) Carlos Bianchi, accolto da Riquelme con queste parole: “È sua la colpa se noi del Boca pensiamo che sia facile vincere la Libertadores. E se ancora ci amate è perché questo signore ci ha insegnato a vincere e ci ha fatto diventare migliori”. Bianchi ha annuito commosso dai canti della Doce, il cuore del tifo boquense. Riquelme e Bianchi vinsero insieme, l’uno in campo, l’altro in panchina, la Copa Libertadores nel 2000 e nel 2001. In un’intervista l’ex centrocampista definì Bianchi “il miglior tecnico della storia del calcio argentino”.
Intanto continua la battaglia legale tra i 5 figli e l’ultimo manager del fuoriclasse argentino Stefano Ceci che ha organizzato in città un evento in conflitto
CARMELO PRESTISIMONEVideo Metti una sera a cena con due ex campioni e un rapper, tutti e tre idoli della gradinata genoana: l'indimenticato ex bomber del Genoa Diego Alberto Milito, il cantautore genovese Bresh, l'altro ex attaccante rossoblù Rodrigo Palacio. A metterli insieme il primo docufilm dedicato a storie, tifo e passione per il club più antico del calcio italiano, “Genoa, comunque e ovunque”, nelle sale in anteprima a Genova da domani sera. Un progetto nato da un'idea di Mattia Mor, prodotto da Emotion Network insieme a Dude Originals, da cui emergono racconti inediti, ricordi collettivi, rivelazioni sui tanti momenti che hanno fatto la storia del club. Dalla volta in cui Milito convinse Palacio a lasciare il Boca Juniors per il Genoa, al primo giorno in rossoblù del "Principe". (di Matteo Macor)
Il padre, un ingegnere di origine piemontese, non voleva assolutamente che giocasse a calcio “E’ meglio se vai avanti a studiare”, gli diceva. E poi, in casa, tutti andavano all’università. Era una tradizione di famiglia quella di prendere una laurea. Lui no. Voleva fare ...
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