Il maltempo ha bloccato nell'ostello di Campo Imperatore anche una dozzina di uomini del Soccorso alpino e della Guardia di Finanza
Saverio Occhiuto
L’ex presidente della Camera è stata condannata per evasione fiscale e autoriciclaggio a 4 anni: «Dall’imprenditrice non rilevanti successi imprenditoriali. Società all’estero usate come schermo». La difesa: «Appello potrà valutare meglio estraneità»
Un tentativo di raggiungere i due alpinisti era già stato fatto ieri da una squadra di quattro uomini
Video Le condizioni meteorologiche proibitive hanno fermato le ricerche dei due alpinisti emiliani bloccati da ieri - 22 dicembre - in un canalone sul Gran Sasso. Lo stop è arrivato dopo il tentativo di questa mattina, senza esito, degli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico che si sono spinti fino al bivacco invernale del rifugio Duca degli Abruzzi. Attualmente le squadre del Cnsas e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza sono ferme nel piazzale di Fonte Cerreto, località di partenza della funivia del Gran Sasso che conduce in quota a Campo Imperatore, in attesa del miglioramento delle condizioni climatiche.
I danni per la salute possono essere devastanti: con poche iniezioni si possono rischiare tumori e ictus. Il fenomeno è sempre più diffuso nelle palestre italiane
THOMAS USAN
Il presidente della Regione Campania: «Condannato per efficienza»
L’ultima accusa è quella di aver concorso con altre 5 persone al dissesto della Ki Group
Il fratello del Cavaliere depone come testimone in un procedimento per evasione fiscale e svela un giallo: «Sapevo di acquistare delle opere d’arte a un prezzo più alto del loro valore, ma cercavo delle prove»
Blitz tra Palermo e la provincia di Trapani: 18 arresti. Dopo la morte di Messina Denaro, il boss era un allevatore. In cella anche il re della grande distribuzione
RINO GIACALONE
Video Una fuga finita con uno schianto in via Borgovico a Como. Scappava a grande velocità e con circa 400 mila franchi, Carlo Avveduti. L’uomo, a bordo di una Smart quattro posti, non si era fermato all’alt di una pattuglia nei pressi del confine italo svizzero di Ronago (Como). Così le auto della Guardia di Finanza lo avevano inseguito per circa venti minuti, attorno alle 11 di lunedì 9 dicembre, finché l'auto era andata a schiantarsi contro un secondo veicolo. Avveduti era stato poi arrestato e portato in carcere. Il denaro, corrispondente a 425 mila euro trovati in uno zaino, era stato sequestrato. Nei confronti del 64enne italiano risultava pendente un provvedimento di esecuzione della pena emesso dal tribunale di Roma per reati fallimentari e truffa. La Guardia di Finanza, nel ricostruire la posizione reddituale, ha scoperto che Avveduti risulta iscritto all'Aire dal 2020 ed è in debito con il fisco italiano per un totale di 1 milione e 800mila euro. Per questo, oltre al sequestro dei contati trovati, l'uomo è anche indagato per il reato di riciclaggio.
di Mariateresa Totaro
Per i giudici sono responsabili di favoreggiamento all'immigrazione clandestina e morte in conseguenza di altro reato
Indagati i legali rappresentanti della società di diritto irlandese Meta Platforms Ireland limited
Due inviate sotto copertura filmano gli agenti a Shengjin: «Paga tutto lo Stato»
Video Venerdì si è conclusa l’operazione antievasione “Fake Flag”, condotta dalle Fiamme Gialle Aeronavali di Civitavecchia per contrastare il fenomeno delle bandiere estere a bordo delle imbarcazioni da diporto di proprietà di cittadini italiani. Sono state scoperte 33 imbarcazioni di proprietà di cittadini italiani che avevano omesso la dichiarazione del possesso dell’imbarcazione con bandiera estera; tali barche erano dunque sconosciute al fisco. Elevate sanzioni amministrative per circa 530 mila euro.
Il fascicolo della sostituta procuratrice Valentina Bossi si amplia sempre più: sequestrati 7 pc e quattro cellulari dalla guardia di finanza. Decine di denunce, giro d’affari sopra il milione di euro
Andrea Scutellà e Mauro Giubellini
Video L'indagine della guardia di finanza ha preso avvio da una attività di verifica fiscale eseguita nei confronti di una società canavesana, attualmente in liquidazione, operante nel settore del commercio all’ingrosso e del recupero di rottami industriali e rifiuti non pericolosi. Le Fiamme Gialle sono riuscite a individuare, occultata in forma digitale all’interno dei sistemi informatici aziendali, una contabilità “parallela”, grazie alla quale è stato possibile ricostruire acquisti e cessioni di oltre 54.000 tonnellate di materiale ferroso effettuati “in nero” dall’azienda, per un controvalore di circa 10 milioni di euro (oltre la metà dei quali, peraltro, regolati per contanti, in violazione alla normativa sulla circolazione valutaria). Le indagini dei militari hanno, inoltre, consentito di appurare che le cessioni dei materiali ferrosi (tutti prodotti di scarto) erano state realizzate senza attenersi alle prescrizioni imposte dalle norme ambientali, nonché in assenza dei requisiti di conformità e tracciabilità previsti dalla legislazione nazionale ed europea. Sono complessivamente 51 gli amministratori di società (in particolare, 4 della società canavesana ispezionata e 47 di ulteriori soggetti economici), operanti soprattutto nel nord Italia. Per quanto riguarda, infine, i soggetti ritenuti promotori del sodalizio criminale (i 4
amministratori canavesani più 1 brianzolo), la Procura della Repubblica ne ha già richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari il rinvio a giudizio.
Salvini contro l’Agenzia delle entrate che pressa gli autonomi furbetti. Tajani chiede di ridurre subito di almeno un punto l’aliquota del 35%
Operazione ad ampio raggio nel Bresciano e in altre province lombarde e italiane: eseguite 25 misure cautelari, in corso numerose perquisizioni
SALVATORE MONTILLO
Raggiunti dalla misura cautelare anche un giornalista, l'ex sindaco di Dro e senatore Vittorio Fravezzi e la sindaca di Riva del Garda, Cristina Santi. Le accuse: associazione per delinquere, turbativa d'asta, finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze illecite, truffa, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato
La riapertura dei termini per l’adesione posticipata al 12 dicembre aveva l’obiettivo di raggiungere i 2,5 miliardi di incasso: a 10 giorni dalla chiusura l'hanno fatto solo 50 mila in più
Ugo Prati