Il prefetto incontra le famiglie sgombrate dal Parco Verde. "Ma io stasera dove vado a dormire?"

Video Dieci minuti dopo le 13, il prefetto di Napoli Michele di Bari, la procuratrice di Napoli Nord Maria Antonietta Troncone e i vertici di polizia, carabinieri e guardia di finanza incontrano un gruppo di sgomberati del Parco Verde alla presenza anche di don Maurizio Patriciello. "Prima di tutto il dialogo - dice il prefetto - ma stiamo portando avanti un'operazione di legalità. Questo però significa che per i vulnerabili, le persone con fragilità, ci sarà un percorso sociale che è stato già individuato. Questa è solo la prima tappa. Mi rendo anche conto...". E qui viene interrotto dalla domanda: "Ma io stasera dove vado a dormire?". Da quel momento il prefetto chiede dialogo ma viene sommerso dalle richieste e dalle rimostranze e solo dopo diversi minuti riuscirà a spiegare il percorso che attende le famiglie. L'articolo di Dario del Porto

Traffico di droga, arresti e sequestri tra la Lombardia e la Calabria: i soldi gestiti da banche clandestine

Video Un giro da 11 milioni di euro, con oltre 2 tonnellate di stupefacenti smerciati tra Calabria e Lombardia grazie a una organizzazione, con contatti con la 'ndrangheta e che avrebbe messo in piedi un maxi traffico di droga e di cui farebbe parte anche il capo ultrà milanista Luca Lucci: l'inchiesta della Guardia di finanza di Pavia ha ricostruito come la banda avrebbe fatto "ricorso, sistematicamente, ad organizzazioni strutturate" gestite "da collettori" cinesi "detentori, ormai in via esclusiva, dei canali bancari sommersi", il cosiddetto "underground banking", per trasferire "il denaro all'estero secondo il sistema del fei eh 'ien, circuito finanziario finalizzato al trasferimento di soldi con completa garanzia di anonimato" - LEGGI L'ARTICOLO

Agrigento, trasportano migranti su un peschereccio tunisino: fermati tre presunti scafisti

Video Avrebbero procurato, in concorso tra di loro, l'ingresso illegale in Italia di 24 tunisini, fra cui tre minori e una donna: è questa la causa che ha portato la procura di Agrigento a disporre il fermo per tre presunti scafisti, un 44enne ritenuto il comandante, un 35enne e un 25enne. I migranti sono partiti un peschereccio e, una volta giunti al largo delle coste italiane, sono stati "trasferiti" su un barchino. Le motovedette di guardia costiera e guardia di finanza, dopo l'allerta, hanno soccorso i migranti e bloccato il peschereccio. I tre indagati sono ora nel carcere della città siciliana, in attesa dell'udienza di convalida del fermo.