Profughi afghani incatenati e torturati dalla polizia turca al confine. Le immagini choc rilanciate da Saviano

Video Immagini fortissime, disumane quelle che arrivano dalla città turca di Van, a pochi chilometri dal confine con l'Iran. Il video choccante mostra le torture subite da un gruppo di profughi afghani in viaggio verso l'Europa da parte della polizia turca. I ragazzi, tutti molto giovani, sono inginocchiati e legati con delle catene al collo e ai polsi mentre un agente li frusta alla schiena. Nel secondo video gli stessi profughi sono stati spogliati dei loro indumenti e vengono obbligati a strisciare sulla sabbia mentre i poliziotti continuano a fustigarli. Lo JASAT (il team di investigazione contro il crimine turco) ha fatto sapere che 4 persone sono state fermate con l'accusa di aver torturato il gruppo di afghani.  Le drammatiche clip sono state rilanciate online dal fotografo e giornalista Afshin Ismaeli e, in seguito, da Roberto Saviano che ha commentato così sui suoi canali social: "La Turchia è pagata dall’Europa per fare da muro al flusso orientale dei migranti. Queste torture ci riguardano direttamente. Quando si fanno leggi contro le ONG si fanno leggi contro il racconto di queste verità: si è già scelto da che parte stare".

Elly Schlein abolisce il palco e si candida alla segreteria Pd mentre le cantano Bella Ciao: “Scriveremo una pagina nuova, andrò in giro con zaino e taccuino per ascoltare la gente”

L’ex vicepresidente della regione Emilia Romagna manda un saluto affettuoso a Bonaccini e scioglie le riserve al Monk di Roma: «Voglio diventare la nuova segretaria del Pd, terremo insieme questa comunità, ma non ci saranno mai gli schleiniani». Accanto a lei giovani amministratori accomunati da un credo: «Tornare in mezzo ai cittadini»

Emanuela Minucci

Senza Titolo

Un'edizione mai così indovinata. Iniziata e finita con il tutto esaurito: da Nicola Lagioia fino a Roberto Saviano, che ha lasciato 500 appassionati sotto i portici di piazza Ottinetti, ma poi ha incontrato tutti per il firmacopie. Un festival che ha saputo parlare con la giusta misura anche di guer