Piombino l'arrivo della nave rigassifficatrice Golar Tundra: le operazioni di ormeggio

Video La nave rigassificatrice Golar Tundra è a Piombino. L'unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione, considerata cruciale per la sicurezza energetica dell'Italia, è giunta nel porto toscano nella notte tra domenica e lunedì, ad attenderla la protesta di solo qualche decina di residenti. Una volta installata nel sito di Piombino, la Golar Tundra riceverà gas naturale liquefatto (GNL) da altre navi da trasporto, che ritrasformerà in uno stato gassoso e che quindi potrà essere immesso nella rete nazionale italiana. Il progetto è considerato fondamentale per il piano italiano di riduzione dalla dipendenza dal gas russo dopo l'invasione dell'Ucraina. L'ex ministro dell'Energia Roberto Cingolani aveva dichiarato l'anno scorso che il progetto è "essenziale per la sicurezza nazionale". L'ubicazione è stata scelta per consentire un facile trasporto del gas verso il nord dell'Italia, fortemente industrializzato, anche se il governo afferma che si tratta di una collocazione temporanea e che fra massimo tre anni si sposterà. Ci sono stati mesi di proteste locali contro il progetto ed un ricorso al TAR del sindaco di Fratelli d’Italia Francesco Ferrari. Gli oppositori sostengono che il progetto comporterà rischi per la salute e la sicurezza dei residenti e di coloro che viaggiano tra la città portuale di Piombino e l'isola d'Elba, una popolare destinazione turistica. I gruppi ambientalisti hanno anche avvertito che il progetto rallenterà la transizione dell'Italia verso le energie rinnovabili. La Golar Tundra può stoccare 170.000 metri cubi di GNL ed ha una capacità di rigassificazione annuale di cinque miliardi di metri cubi, secondo Snam, che possiede l'unità. "Cinque miliardi di metri cubi di gas ci permettono di raggiungere livelli di autosufficienza che consentono alle famiglie di pensare a bollette più basse", ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani al porto. La scorsa estate Snam ha dichiarato che l'unità potrebbe contribuire a circa il 6,5% del fabbisogno italiano, portando la capacità di rigassificazione nazionale a oltre il 25% della domanda.

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