Matropolis/255 - Pd, il caso Giarrusso e la volata verso le primarie: sconcerto e speranza alla 'leopoldina' di Bonaccini

Video "Basta autoflagellarsi, il Pd deve reagire. Ci ha fatto più male la gestione della sconfitta che la sconfitta. Da oggi parte la rimonta, e la prossima volta vinceremo noi, ve lo prometto". Si chiude così la due giorni programmatica della mozione congressuale di Stefano Bonaccini. Il governatore emiliano ha scelto il Talent Garden di Milano per riunire sostenitori e dirigenti di partito che lo sostengono, da Debora Serracchiani a Emanuele Fiano, fino a Graziano Del Rio, Brando Benifei e Matteo Orfini.   Una "leopoldina", - la chiamano alcuni alludendo all'evento fiorentino simbolo della carriera politica di Renzi - in cui a fare notizia è stato più che altro l'annuncio (con polemica) dell'ingresso nel partito dell'ex M5s (e inviato tv delle Iene) Dino Giarrusso. Le correnti dem a questo punto paiono rimescolate come non mai.   di Matteo Macor

Moratti spacca il Pd

Donna Letizia sgradita al segretario Letta: «Non sosterremo un’ex ministra di Berlusconi». Franceschini e Guerini sono per coinvolgerla con le primarie, anche Sala e Gori possibilisti

Carlo Bertini

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Carlo Bertini /Roma«Mai visto un autogol così clamoroso come quello di Debora Serracchiani che accusa Meloni di volere le donne un passo indietro agli uomini». Non è un membro del governo a commentare così un botta e risposta che ha portato la premier a rispondere caustica, «mi guardi onorevole Serr

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Carlo Bertini / RomaNel congresso del Partito democratico già partito lunedì pesa molto il «fattore donna» e lo dimostrano i fatti: il primo è la discesa in campo di Paola De Micheli, ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti del governo Conte due: lettiana della prima ora, ma non in questa fase,

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il casoCarlo Bertini / RomaC'è l'ala romana del Pd che lo bombarda, «Conte fa l'opposizione ma ha governato gli ultimi 4 anni», spara Andrea Casu. «Non è un progressista ma un populista moderato», lo graffia Roberto Morassut. «Votare Conte significa votare Meloni», dà una mano alla truppa Luigi Di M

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Federico CapursoAlessandro Di Matteo / RomaAdesso è il momento di far digerire l'accordo agli altri, perché il patto tra Enrico Letta e Carlo Calenda provoca più di un problema tra gli alleati del Pd e persino nelle liste democratiche. I primi a lamentarsi sono stati Nicola Fratoianni e Angelo Bonel