Rebus sulle armi, il governo spera nei fondi europei
A fine giugno il vertice Nato deciderà l’aumento della spesa al 3,5% del Pil. La Spagna lancia un piano finanziato con i soldi residui del Recovery Plan
A fine giugno il vertice Nato deciderà l’aumento della spesa al 3,5% del Pil. La Spagna lancia un piano finanziato con i soldi residui del Recovery Plan
Il ministro Giorgetti: «L’accesso all’uscita anticipata sarà molto più restrittivo». La premier Meloni: «Testo serio e realistico che si concentra su chi ha bisogno»
ALESSANDRO BARBERALa sforbiciata solo per i redditi alti. Verso una mini-tassa di successione
ALESSANDRO BARBERAL’Economist attacca: «Manovra irresponsabile, Meloni va a sbattere e non se ne rende conto»
ALESSANDRO BARBERAAlessandro Barbera / romaNella vulgata della politica qualcuno ci leggerà la sconfessione di due pilastri di quello che fu il governo gialloverde, ma la malizia aiuta fino a un certo punto: da qualche parte i soldi dovranno arrivare, e pur di non mettere nuove tasse il partito di Giorgia Meloni sta
Alessandro Barbera / ROMA«Verranno tempi migliori». «Il recupero non sarà breve». «Il rientro del debito avverrà nel corso del prossimo decennio». Per comprendere le dimensioni del «cigno nero» che si è abbattuto sull'Italia basta scorrere il Documento di economia e finanza e la relazione al Parlame
ROMA. Destino ha voluto che il sì al primo decreto per fronteggiare le conseguenze del panico da coronavirus arrivasse in uno dei peggiori giorni di Borsa degli ultimi dieci anni. Per il momento si tratta di tamponare l'emergenza nelle due aree epidemiche, gli undici Comuni della cosiddetta zona ros
Tre decimali di Pil. Potrebbe essere questo il costo del coronavirus per l'economia globale. La stima arriva dall'agenzia di rating Standard and Poor's che vede un effetto molto marcato nei Paesi orientali (un impatto dello 0,7% sul Pil cinese), ma tutto sommato limitato per gli Stati Uniti e l'Euro
Paolo BaroniROMA. L'economia cinese, stretta nella morsa del coronavirus, rallenta ancora di più. Ieri Foxconn, il più grande produttore di componenti elettronici e principale fornitore di Apple e di tutti gli altri big dell'hitech, ha avvisato i 300mila dipendenti della sua sede di Shenzhen di non
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