Video Un presidio davanti all'Ambasciata egiziana a Roma, mentre un altro si svolgeva davanti al Consolato a Milano. È l'iniziativa lanciata da numerose organizzazioni di giornalisti, dall'Fnsi all'Ordine, passando per Articolo 21, Rete No Bavaglio e molte altre, per chiedere che i nomi dei quattro imputati nel processo per la morte del ricercatore italiano Giulio Regeni al Cairo vengano pubblicati quotidianamente dagli organi di informazione per sbloccare l'impasse del procedimento giudiziario. "Il colonnello Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, il colonnello Kamel Mohamed Ibrahim, il colonnello Usham Helmi e il generale Sabir Tariq. Nessuno di questi è un soldato semplice, dovrebbero essere noti al regime di Al-Sisi tutti e quattro", ha detto Giuseppe Giulietti, di Articolo 21. "Per avere verità per Giulio Regeni abbiamo una sola speranza - ha aggiunto il presidente dell'Fnsi Vittorio Di Trapani - ovvero che cada l'ipocrisia del fatto che queste quattro persone non siano informate di doversi presentare a un processo".
di Francesco Giovannetti
Video "Ci sono ancora strade per poter indagare e arrivare a sapere di più sui questo doppio assassini". Lo chiede il presidente della Fnsi Vittorio Di Trapani nella conferenza stampa #NoiNonArchiviamo, tenutasi a Roma, dedicata alla necessità di una svolta nell'inchiesta sugli omicidi di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, avvenuti nel 1994. "Vogliamo vedere uno scatto in avanti, per capire chi ha ucciso Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, chi erano i mandanti e chi ha fatto i depistaggi - spiega Vittorio Di Trapani - Ci sono nuovi elementi, che arrivano da un lavoro di inchiesta giornalistica". "Il ruolo sporco di Gladio è stato comprovato - aggiunge Giuseppe Giulietti, coordinatore dell'associazione Articolo 21 - È una novità importantissima. Chiediamo alle istituzioni, a quasi 30 anni senza verità e giustizia, di aprire tutti i fascicoli, rovesciare le scrivanie, senza guardare in faccia a nessuno. Non far chiarezza vuol dire mettere a rischio la democrazia".
di Luca Pellegrini