BEREGUARDO. Chiusa la gara per individuare la ditta che si occuperà dei lavori per deviare il corso del Ticino, consentendo al ponte in chiatte di tornare a galleggiare. UNICA OFFERTADelle quindici imprese invitate, solo una ha presentato l'offerta che sarà valutata da Aipo a cui poi spetterà il com
BEREGUARDO. Le ruspe ieri erano al lavoro per eliminare i tronchi e i rami che si erano incagliati sotto le chiatte del ponte, trascinati dalla corrente. La Provincia ha annunciato che provvederà anche a sistemare l'impalcato e riposizionare i barconi. Operazioni che si svolgeranno senza chiudere il
BEREGUARDO. Tronchi e rami incagliati tra le chiatte del ponte. Trascinati dalla corrente e ora rimasti lì, a ridosso dei barconi che non riescono a galleggiare, poggiando sulla ghiaia che si è accumulata accanto alla struttura. Dopo la piena, il livello delle acque del Ticino è calato drasticamente
BEREGUARDO. Potrebbero partire a febbraio i lavori per deviare il corso del fiume Ticino e consentire al ponte in chiatte di tornare a galleggiare. L'obiettivo, afferma l'ingegnere Antonio Arena, responsabile del progetto e direttore dei lavori, è «partire il prima possibile».L'APPALTOL'avviso di ga
Bereguardo. È in sofferenza il fiume Ticino e il suo territorio, profondamente segnato dall'alluvione di novembre. Un piena che ha causato il cedimento di tratti di riva, ha interrotto una parte di Via Francigena, il sentiero dei pellegrini, ha devastato campagne in agonia dopo mesi di siccità, ha d