Quelle foto in catene trofeo per i populisti

Non è vero che i centri albanesi non funzionano. Ora funzionano benissimo secondo il canone populista, che si nutre di emozioni e di lavoro sull’immaginario. Le emozioni sono le paure e l’immaginario è il pugno di ferro. L’efficienza è un dettaglio. Quella foto vale la marea di denari spesi. Se n...

ALESSANDRO DE ANGELIS

Crozza-Meloni da Trump: "Tutti fanno la fila a baciargli il c.? Sembra che c'ho il numeretto!"

Video "Che Pasqua de m. che m'aspetta". Maurizio Corzza dà vita a una Giorgia Meloni assai preoccupata per la visita alla Casa Bianca, il prossimo  17 aprile.  La battuta di Trump sui Paesi che gli baciano il didietro per avere un aiuto sui dazi rovina la missione della premier che ha nostalgia di Biden: "Te ricordi quando me baciava in testa?" Ora invece pensa alle battute che gireranno a Bruxelles: "Giorgetta, vuoi iun po' de pane senza gluteo"? E se gli mandasse Salvini? "Tra Orban e Putin nun je fa schifo niente!". Lo sketch è tratto dall'ultima puntata dei Frateli di Crozza in onda il venerdì sera in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+

Dazi: il video in cui Trump evoca i guadagni degli amici miliardari. I dem: insider trading

Video Mentre i democratici puntano il dito contro Donald Trump per insider trading, un video postato dalla consigliera per le comunicazioni della Casa Bianca Margot Martin alimenta le polemiche nei confronti del presidente, che sembrerebbe vantarsi dei guadagni realizzati da alcuni suoi amici miliardari. Il filmato di 13 secondi sarebbe stato girato nello Studio Ovale nel giorno in cui il tycoon ha prima invitato ad acquistare azioni e poi annunciato la tregua sui dazi, innescando la maggiore volata di Wall Street dalla Seconda guerra mondiale: "Questo è Charles Schwab. Non è solo una società, è un persona in carne e ossa. E oggi ha guadagnato 2,5 miliardi di dollari, dice Trump ai presenti secondo le immagini postate su X da Martin. E, nello stesso filmato si vede il presidente, che stava ricevendo i campioni automobilistici della Nascar, indicare Roger Penske, uno dei patron dei team: "Lui ha guadagnato 900 milioni".

Cosa succede se Trump ritira le truppe dall'Europa

Video L’addio alle armi trumpiano potrebbe costare caro all’Europa. La Casa Bianca ha manifestato la volontà di ridurre le truppe schierate nel Vecchio Continente e si parla della possibile partenza di 10 mila uomini e donne entro l’estate: oggi ne sono presenti 100 mila mentre prima dell’invasione russa dell’Ucraina erano 65 mila. E il ritiro è già diventato concreto all’aeroporto polacco Rzeszów-Jasionka, l’hub dove confluiscono gli aiuti bellici per Kiev distante pochi chilometri dal confine ucraino: la gestione del ponte aereo e la protezione delle piste sono passati nelle mani di britannici, tedeschi, norvegesi e polacchi. Uno studio del think tank Bruegel e il Kiel Institute for the World Economy sostiene che rendere l’Ue e la Gran Bretagna capaci di affrontare autonomamente un potenziale conflitto con Mosca richiederebbe investimenti di 250 miliardi l’anno per comprare 1400 tank, 2000 cingolati da combattimento, 700 cannoni, un milione di proiettili d’artiglieria. Resta poi la questione dell’ombrello nucleare: l’unico deterrente alternativo agli Usa sarebbe quello francese. Tanti elementi che dovrebbero accelerare la formazione di una difesa europea, che invece resta soltanto uno slogan. I “Sentieri di guerra” in video di Gianluca Di Feo per Metropolis. Montaggio di Lorenzo Urbani.

“Non cederemo mai”, Pechino usa un video di Mao Zedong di 70 anni fa per la guerra dei dazi

Video Da diversi giorni Mao Ning, che è da pochi mesi a capo dell'Ufficio comunicazione del ministero degli Esteri cinese, sta postando sui social mandarini e su X (in realtà bloccato in Cina) frasi del presidente Xi Jinping e del fondatore della Repubblica Popolare Cinese Mao Zedong contro gli Stati Uniti. “Non importa quanto durerà questa guerra, non cederemo mai”, dice ad esempio Mao in uno dei video pubblicati. Erano gli inizi degli Anni '50 e il leader comunista fece la solenne promessa contro la cosiddetta "aggressione degli Stati Uniti" alla Corea di Kim Il-sung. Un messaggio chiaro che vale per il presente: la Repubblica popolare non ha alcuna intenzione di cedere terreno nella guerra commerciale scatenata dalla Casa Bianca. Ed è anzi disposta a combatterla colpo su colpo, "fino alla fine", come ripetono all'unisono leader, funzionari e media statali mandarini.