Corridoi di morte

«Prenditi cura di te, non pensare a noi, ce la caveremo», questo è l'ultimo messaggio che Natalia Nekrasova ha ricevuto da sua madre, che vive a Mariupol, otto giorni fa. Poi più niente. Da allora, dice seduta in un caffè di Dnipro, usa il telefono solo per avere notizie dei corridoi umanitari e spe