“Gli angeli con la faccia sporca”. E’ un film americano del 1938 che, in Italia e nel mondo, avrà enorme successo dopo la guerra. E’ la storia di due ladruncoli subito scoperti dalla polizia. Uno fugge e diventerà prete. L’altro va dentro e fuori la galera, finchè finis...
Quattro pizze, quattro birre e quattro amici seduti al tavolo. Stasera si parla di giocatori mancini e giocatori destri (si dovrebbe dire destrimani). Avanti con la memoria. Meglio gli uni o gli altri? I mancini? Diego Maradona e Leo Messi, per citare i primi. I destri?...
L’improvvisa scomparsa del fratello dell’Avvocato ridisegna la governance al vertice di Fiat. Per l’aumento di capitale, la famiglia versò 250 milioni dell’accomandita nelle sue finanziarie
Paolo griseri
L’ex premier: «Dicevano che lo avessi favorito, ma nemmeno lo conoscevo. Poteva essere la svolta per l’azienda, fu affossato perché era un outsider»
fabio martini
L'intervistaTre tappe tra Piemonte e Val d'Aosta, fine della seconda settimana, tempo di primi verdetti a Ovest. Tra passato, presente e futuro Beppe Conti, torinese 70 anni, una vita a Tuttosport e ora opinionista Rai, è l'apripista perfetto alle prossime tre tappe.Oggi a Cuneo?«Fuga da lontano o v
Fra Juventus e Inter la battaglia non finisce mai. Poi, due volte all'anno, le squadre si incontrano (anche) sul campo. Ma vediamo da dove tutto è cominciato.E' il 16 aprile 1961. I nerazzurri vanno a giocare a Torino. Le tribune non bastano a contenere tutti gli spettatori. Cadono le reti di protez
Il Fanfulla (serie D, girone B), club in cui lavora come diesse il pavese Fabrizio Bianchi, ex dirigente dell'OltrepoVoghera, si rinforza sul mercato con l'innesto del difensore classe 2000 Umberto Agnelli, acquistato dalla Folgore Caratese. Novità di mercato anche per il Borgosesia (serie D, girone
TORINO Fedele alla massima che fu di Gianni e Umberto Agnelli e che continua a permeare la mentalità della squadra, per la Juventus «la vittoria più bella è quella che verrà». Per questo motivo la squadra di Allegri non ha concesso nulla alla celebrazione della sua miglior prestazione stag
di MAURO TEDESCHINI Non si sono mai amati, Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne. La loro è stata una convivenza difficile fin dall’inizio, quando dieci anni furono chiamati al capezzale della Fiat rimasta orfana di Umberto Agnelli: il primo come presidente, il secondo come amministrator
di MAURO TEDESCHINI Non si sono mai amati, Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne. La loro è stata una convivenza difficile fin dall’inizio, quando dieci anni furono chiamati al capezzale della Fiat rimasta orfana di Umberto Agnelli: il primo come presidente, il secondo come amministrator
di MAURO TEDESCHINI Non si sono mai amati, Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne. La loro è stata una convivenza difficile fin dall’inizio, quando dieci anni furono chiamati al capezzale della Fiat rimasta orfana di Umberto Agnelli: il primo come presidente, il secondo come amministrator
di MAURO TEDESCHINI Non si sono mai amati, Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne. La loro è stata una convivenza difficile fin dall’inizio, quando dieci anni furono chiamati al capezzale della Fiat rimasta orfana di Umberto Agnelli: il primo come presidente, il secondo come amministrator
di MAURO TEDESCHINI Non si sono mai amati, Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne. La loro è stata una convivenza difficile fin dall’inizio, quando dieci anni furono chiamati al capezzale della Fiat rimasta orfana di Umberto Agnelli: il primo come presidente, il secondo come amministrator
di MAURO TEDESCHINI Non si sono mai amati, Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne. La loro è stata una convivenza difficile fin dall’inizio, quando dieci anni furono chiamati al capezzale della Fiat rimasta orfana di Umberto Agnelli: il primo come presidente, il secondo come amministrator
di Valentino Beccari wROMA Carlo Tavecchio si piega ma non si spezza. Scivola su una buccia di banana, qualche forte contusione, un paio di cicatrici, ma la pelle è dura. Classe 1943, è nato nel mezzo della guerra mondiale e non possono essere le armi bianche di Umberto Agnelli e Giovanni
di Valentino Beccari wROMA Carlo Tavecchio si piega ma non si spezza. Scivola su una buccia di banana, qualche forte contusione, un paio di cicatrici, ma la pelle è dura. Classe 1943, è nato nel mezzo della guerra mondiale e non possono essere le armi bianche di Umberto Agnelli e Giovanni
di Valentino Beccari wROMA Carlo Tavecchio si piega ma non si spezza. Scivola su una buccia di banana, qualche forte contusione, un paio di cicatrici, ma la pelle è dura. Classe 1943, è nato nel mezzo della guerra mondiale e non possono essere le armi bianche di Umberto Agnelli e Giovanni
INTERCITY NOTTE DA INCUBO Il «manager 800mila» in treno ci va? n Scrivo perchè non mi rassegno. Quanto mi è successo, fa pari con le traversie quasi quotidiane dei pendolari, costretti a servirsi del treno. Passare la Pasqua in Sicilia: che occasione! Perché non viaggiare allora con l'Inte