Vendita di elicotteri da guerra Assolto ex sindaco di Marcignago
Bianchi era accusato di avere fatto da intermediario in un affare illecito, per i giudici nessun riscontro
Maria FioreBianchi era accusato di avere fatto da intermediario in un affare illecito, per i giudici nessun riscontro
Maria FioreIl leader della Lega ha denunciato l’intellettuale per tre post su Facebook e un’intervista in cui lo definiva «ministro della Malavita» e «amico della ‘ndrangheta»
La Procura di Roma indaga per omicidio colposo. Ci sono tre indagati: un medico, un anestesista e un infermiere
Descalzi, davanti alla Corre d’Assise di Roma, ricostruisce il rincorrersi di notizie sull’omicidio
Giornalisti e attivisti monitorati con il software: si muove anche Roma
Lo afferma Paola Deffendi, la madre di Giulio Regeni, nel corso della sua audizione davanti ai giudici della prima Corte d'Assise di Roma nell'ambito del processo a carico di quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell'uccisione del ricercatore friulano
Aperto un fascicolo contro ignoti. I fatti a febbraio scorso a Miami
Presenti in aula i genitori del ricercatore friulano sequestrato, torturato e ucciso nel gennaio 2016
Il senatore: “Abbiamo subito richiamato l’ambasciatore e respinto verità di comodo”
Grazia LongoVideo Il colonnello della polizia egiziana Hendi del Cairo sarebbe stato in possesso del passaporto di Giulio Regeni prima che la perquisizione nella casa del capo della presunta banda di rapitori iniziasse. È quanto emerge nel processo secondo quanto affermato dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco che legge la trascrizione di un file audio prodotto da un testimone che avrebbe ascoltato una delle persone presenti nell'appartamento durante la perquisizione della polizia. I giudici si sono riservati di decidere se acquisire la prova. L'articolo su Repubblica
Il procuratore aggiunto Colaiocco chiede che venga depositato l’audio in cui un testimone anonimo proverebbe la cancellazione da parte delle autorità egiziane del video in metropolitana la sera del sequestro di Giulio
Grazia longoVideo Un colonello della polizia investigativa del Cairo sarebbe stato in possesso del passaporto di Giulio Regeni prima di effettuare la perquisizione, il 24 marzo del 2016, nell'abitazione dove viveva uno della banda criminale che venne accusata falsamente dell'omicidio di Giulio. Il documento venne poi fatto trovare in quell'appartamento dalle autorità egiziane. E' quanto emergerebbe da un audio che la Procura di Roma ha chiesto di acquisire agli atti del processo a carico di quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani. L'audio, secondo quanto ha affermato il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, sarebbe stato fatto da un testimone che ha ascoltato una delle persone presenti nell'appartamento durante la perquisizione della polizia. In aula è stato, poi, mostrato un video, preso da fonti aperte e già noto in Italia, in cui vengono intervistati i parenti della presunta banda di criminali. Dalle loro affermazioni e in base a quanto riferito dal colonello del Ros, Onofrio Panebianco, è emerso inoltre che alcuni oggetti, come il portafogli, porta occhiali e auricolare, trovati nell'appartamento e consegnati anni dopo agli inquirenti italiani, non appartenevano a Regeni.
Il processo alla corte d’assise di Roma si svolge contro quattro 007 egiziani della National Security. In aula l’ex ambasciatore al Cairo Massari che ricostruisce gli ultimi giorni di Giulio fino alla morte
Grazia Longo«Mio figlio mai stato alle dipendenze dei Servizi italiani o stranieri»
edoardo izzoGli esperti nominati dalla procura di Roma smentiscono le tesi degli indagati. I familiari: «Confermato che le cure sono state inefficaci se non dannose»
Grazia LongoIl procuratore aggiunto alla Farnesina: «Servirà un proficuo lavoro del ministero degli Esteri che dovrà suscitare la collaborazione delle autorità egiziane»
Nel 2016 il sequestro, le torture e l'assassinio del giovane ricercatore. Alla Prima Corte d'Assise inizia il dibattimento. Le difese puntano al rinvio
Edoardo IzzoL’esame istologico: alla morte del giornalista non c’erano evidenze. Resta il dubbio se abbia influito il massiccio ricorso alla radioterapia
Grazia LongoIl regime di Al-Sisi non ha mai collaborato, ben sei esecutivi di seguito non l’hanno pressato. Se questo crimine non finisce nell’oblio è merito della famiglia e del procuratore Colaiocco
LUIGI MANCONIGli accertamenti sulle cure chiesti dai familiari con un esposto: verrà interrogato anche l’oncologo che lo aveva in cura
Grazia LongoPagina 1 di 3