Video "Ti fanno ridere, ma quando pensi che c’è in ballo 30 anni di galera e una pena minima di 21 anni". Andrea Sempio la prese con filosofia nel 2017, durante i 15 giorni in cui venne intercettato (e indagato) una prima volta per l'omicidio di Chiara Poggi. Gli audio depositati in quel fascicolo, cui Repubblica ha avuto accesso, mostrano una pressione investigativa blanda se non assente da parte dei pm dell'epoca. Anzi: "Ci hanno detto che è una mezza minch...", commentava allora l'indagato mentre dialogava in auto con i genitori. L'unica pressione, all'epoca, la subiva dai giornalisti: "Fanno a me domande su altri casi, tipo quello di Bossetti, fanno a me domande di genetica su come funziona il Dna, su come funzionano non so gli aplotipi, quelle robe lì", si lamentava. Leggi l'articolo di Massimo Pisa
a cura di Massimo Pisa e Sara Bernacchia
Video Studenti, insegnanti e genitori riuniti in cortile dopo il suono dell’ultima campanella per cantare insieme Esseri umani di Marco Mengoni e rivendicare “il diritto alla scuola per tutti”. È il flashmob delle scuole del comprensivo Locchi (le elementari di via Cesari e di via Passerini e le medie Cassinis), in zona Niguarda, per chiedere più insegnanti di sostegno. “Il problema – spiegano le maestre Martina Sibella, Manuela Massari e Daniela Cerri - si ripete ogni anno: alla scuola vengono assegnate meno cattedre di sostegno di quelle necessarie, il che rende difficile garantire la frequenza di tutti gli studenti in ogni momento. L’obiettivo della scuola deve essere garantire istruzione di qualità a tutti, non solo sorveglianza” - LEGGI L'ARTICOLO
di Sara Bernacchia
Video Durante il corteo studentesco per l'8 marzo organizzato a Milano, un gruppo di manifestanti ha compiuto una serie di azioni dimostrative presso un negozio della catena di abbigliamento Zara in zona Duomo, contro un grande manifesto pubblicitario di Armani e il locale di Starbucks in zona Cordusio. Altre azioni sono state compiute contro Assolombarda nei pressi della sede in via Pantano e davanti agli uffici anagrafe del Comune in via Larga dove è stato alzato uno striscione con la scritta "molto più delle carriere alias". Leggi l'articolo di Sara Bernacchia
Video Si è conclusa in anticipo l’occupazione del liceo e istituto professionale Severi Correnti: gli studenti hanno liberato l’edificio giovedì sera lasciando però danni importanti. La scuola al momento è inagibile: molti estintori sono stati svuotati in classi e corridoi - “quando siamo entrati si faceva fatica a respirare” spiegano i professori che hanno fatto il primo giro di controllo – ci sono danni ai bagni, all’impianto di videosorveglianza esterno e ad alcuni controsoffitti. Colpiscono i due computer gettati nei cestini all’ingresso (nella maggior parte delle aule sono al loro posto, in alcune sono stati portati via) la tastiera frantumata e i contenitori utilizzati per depositare i cellulari in classe divelti dal muro in quasi tutte le aule. Gli occupanti, spiegano dalla scuola, dicono di aver posto fine alla protesta “dopo l’ingresso non autorizzato di esterni, responsabili, secondo quanto riportato, dei danni alle strutture e alla strumentazione scolastica”. In attesa di una conta definitiva dei danni e di capire quali provvedimenti verranno presi, resta lo sconforto tra i professori nel vedere la propria scuola colpita "da atti di vandalismo".
a cura di Sara Bernacchia
Video Non silenzio, ma rumore: in molte scuole superiori milanesi questa mattina studentesse e studenti sono scesi in cortile per ricordare Giulia Cecchettin, la ragazza veneta uccisa dal suo ex fidanzato Filippo Turetta. Dal Manzoni, al Carducci, allo Zappa, all'Agnesi e al Tenca e al Boccioni: in tante scuole i ragazzi e le ragazze hanno scelto però di non fare il tradizionale minuto di silenzio, rispondendo così alla richiesta di 'fare rumore' arrivata anche dalla sorella di Giulia, Elena. E così il suo nome è stato scandito e gridato da tantissime ragazze e tantissimi ragazzi.
(a cura di Sara Bernacchia)
Video Scuole di tutta Italia hanno inviato 1.600 progetti, tra i quali ne sono stati selezionati due - presentati durante la seconda serata del Festival di Sanremo - che ora si contendono la vittoria: ideare la mascotte delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. In finale ci sono la coppia di fiori – una stella alpina e un bucaneve – disegnata dagli studenti dell’istituto comprensivo Sabin di Segrate, e quella di ermellini con caschetto da sci, ideata dai colleghi del comprensivo Taverna di Catanzaro. A scegliere, ora, saranno gli italiani: si può votare online fino al 28 febbraio. Comunque vada l’obiettivo è già stato raggiunto: "È strepitoso il potenziale che gli studenti hanno dimostrato con le loro idee - spiega il presidente del Coni, Giovanni Malagò - Quello tra scuola e sport è un legame vincente su cui vogliamo e dobbiamo investire sempre di più, anche in vista delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi in Italia. Siamo grati al Ministero dell’Istruzione e del Merito, a tutto il personale amministrativo e docente e soprattutto ai ragazzi, per aver creduto insieme a noi in questo progetto".
a cura di Sara Bernacchia
Video Il tema è la memoria, la protagonista è la fotografia, cioè lo strumento che più di tutti è capace di fermare il tempo e conservare tracce del passato. Così in Fermata O?wi?cim, il corto realizzato per il ministero degli Esteri dagli studenti della Iulm del secondo anno della laurea magistrale in Televisione, Cinema e New Media - che dal 27 gennaio, giorno della memoria, sarà disponibile integralmente sulla piattaforma Italiana - il campo di concentramento di Auschwitz oggi non si vede mai, ma è presente in ogni frammento. "Il protagonista si muove per la città e scatta fotografie con la sua macchina analogica, ma quando le sviluppa al posto dei suoi scatti compaiono quelli d'epoca" racconta Margherita Monaco, che ha curato la regia insieme a Mario Vannoni. Si snoda così il viaggio tra il presente della città che vuole andare avanti e un passato che non si può e non si deve dimenticare.
a cura di Sara Bernacchia
Video Hanno incrociato le braccia per protestare contro l’azienda che, nonostante i risultati raggiunti, non intende concedere un premio ai dipendenti italiani. Come fatto invece, per esempio, con quelli spagnoli, che hanno ricevuto 1.000 euro. I lavoratori di Itx Italia (Zara, Bershka, Stradivarius, Massimo Dutti, Pull&bear e Oysho) si sono riuniti in presidio tra Corso Vittorio Emanuele e piazza San Babila per rivendicare il riconoscimento del valore del proprio lavoro: “Nonostante gli utili dell’azienda siano aumentati del 41% rispetto al 2021 e dopo le riduzioni di retribuzione registrate durante la pandemia - spiega una lavoratrice – hanno più volte dichiarato di non voler riconoscere alcun benefit”. “L’adesione è stata molto buona, hanno partecipato alla protesta anche lavoratori con contratto a tempo determinato. Significa che il tema è davvero molto sentito” spiega Barbara Bosco di Filcams Cgil, sottolineando come per i lavoratori, molti dei quali assunti part time, con il continuo aumento dei costi sia sempre più “difficile vivere a Milano solo con questo stipendio. Per questo il riconoscimento del bonus sarebbe importante. Speriamo che l’azienda faccia un passo avanti”. Un bonus, in realtà, è stato concesso, ma se possibile ha peggiorato la situazione. “Hanno unilateralmente deciso di destinare 500 euro ai dipendenti full time e una cifra minore in base alle ore lavorate agli altri” aggiunge la sindacalista, sottolineando come ci si aspettasse “un riconoscimento uguale per tutti, come nel 2017 e 2019”. Quella del bonus non è l’unica richiesta portata avanti nel corso della trattativa sindacale, poi interrotta: “In Spagna c’è stata un’apertura anche ad impegnarsi su una revisione dei salari, l’obiettivo è far sì che ci sia anche in Italia - aggiunge Bosco - Chiediamo l’aumento del valore dei buoni pasto, oggi da 5 euro, e che siano destinati anche ai lavoratori part time. Un’implementazione del welfare aziendale e che i premi sulle vendite siano riconosciuti a tutto il personale e non solo agli store manager".
di Sara Bernacchia