«Sto male nel vedere il mio nome messo vicino alle schifezze che ci sono. Sono indignato. Quelle cose non c’entrano nulla con il sottoscritto, sentirsi messa in discussione la propria reputazione è intollerabile». Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti torna sulla fotografia relativa
ROMA Il latitante Giovanni De Carlo, uomo vicino a Massimo Carminati e stimato anche da un boss della banda della Magliana come Ernesto Diotallevi, è stato arrestato mentre rientra da un viaggio a Doha nelle stesse ore in cui arrivano le prime ammissioni da parte di una degli arrestati. E
«Sto male nel vedere il mio nome messo vicino alle schifezze che ci sono. Sono indignato. Quelle cose non c’entrano nulla con il sottoscritto, sentirsi messa in discussione la propria reputazione è intollerabile». Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti torna sulla fotografia relativa
ROMA Il latitante Giovanni De Carlo, uomo vicino a Massimo Carminati e stimato anche da un boss della banda della Magliana come Ernesto Diotallevi, è stato arrestato mentre rientra da un viaggio a Doha nelle stesse ore in cui arrivano le prime ammissioni da parte di una degli arrestati. E
«Sto male nel vedere il mio nome messo vicino alle schifezze che ci sono. Sono indignato. Quelle cose non c’entrano nulla con il sottoscritto, sentirsi messa in discussione la propria reputazione è intollerabile». Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti torna sulla fotografia relativa
ROMA «E mo vedemo Marino, poi ce pijamo ’e misure con Marino». È il 2013, il chirurgo democratico ha vinto le elezioni per il sindaco di Roma e Mafia Capitale ha il problema di insinuarsi nella nuova amministrazione. Perchè «se vinceva Alemanno ce l’avevamo tutti comprati», dice Salvatore
ROMA «E mo vedemo Marino, poi ce pijamo ’e misure con Marino». È il 2013, il chirurgo democratico ha vinto le elezioni per il sindaco di Roma e Mafia Capitale ha il problema di insinuarsi nella nuova amministrazione. Perchè «se vinceva Alemanno ce l’avevamo tutti comprati», dice Salvatore
ROMA «E mo vedemo Marino, poi ce pijamo ’e misure con Marino». È il 2013, il chirurgo democratico ha vinto le elezioni per il sindaco di Roma e Mafia Capitale ha il problema di insinuarsi nella nuova amministrazione. Perchè «se vinceva Alemanno ce l’avevamo tutti comprati», dice Salvatore
di Fiammetta Cupellaro wROMA Avevano messo le mani su Roma siglando un patto di ferro tra politica, imprenditori e criminalità che ha le sue radici nell’eversione nera. L’operazione “Mafia Capitale” condotta dalla procura di Roma ha portato alla luce “un sistema corruttivo” che mirava all’
di Fiammetta Cupellaro wROMA Avevano messo le mani su Roma siglando un patto di ferro tra politica, imprenditori e criminalità che ha le sue radici nell’eversione nera. L’operazione “Mafia Capitale” condotta dalla procura di Roma ha portato alla luce “un sistema corruttivo” che mirava all’
di Fiammetta Cupellaro wROMA Avevano messo le mani su Roma siglando un patto di ferro tra politica, imprenditori e criminalità che ha le sue radici nell’eversione nera. L’operazione “Mafia Capitale” condotta dalla procura di Roma ha portato alla luce “un sistema corruttivo” che mirava all’