Video "Siamo di fronte a una manifesta inammissibilità delle richieste di prova" da parte della difesa dei coniugi Romano. Lo sostene l'avvocato generale dello Stato, Domenico Chiaro, che, insieme al procuratore generale di Brescia, Guido Rispoli, rappresenta la pubblica accusa nel processo di revisione sulla strage di Erba che ha portato alla condanna definitiva all'ergastolo di Rosa Bazzi e Olindo Romano. In aula, a Brescia, oltre agli imputati, Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime del massacro compiuto 17 anni fa.
Video di Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video C'è chi è arrivato alle quattro del mattino "perché ci aspettiamo che prendano la giusta decisione e dare un'opportunità a queste due persone che sono state manipolate". Un serpentone di persone si è messo in coda di fronte al tribunale di Brescia per assistere all'udienza sulla richiesta di revisione del processo a carico di Rosa Bazzi e Olindo Romano. Tanti i giovani, studenti di giurisprudenza o psicologia forense. "Ci sono nuove prove e - dice una di loro - noi siamo convinte della innocenza della coppia". Tra i tanti in coda anche un illustratore giudiziario: "Si tratta di un mio progetto e - ha detto - oggi era doveroso presenziare e ritrarre questa udienza. Mi sono portato tanti fogli". Video di Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi, l'articolo di Massimo Pisa su Repubblica
I due sono stati condannati all’ergastolo per avere ucciso l'11 dicembre del 2006 Raffaella Castagna, il figlio di due anni Youssef Marzouk, la nonna Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini nel condominio del Ghiaccio
MONICA SERRA
Video Rosa Bazzi e Olindo Romano che si fronteggiano una davanti l'altro, con l'uomo che impugna un arco e la donna pronta a scoccare una freccia. È l'opera 'The Lovers' dell'artista Nicolò Tomaini, installata sotto il porticato della piazza centrale di Erba, paese del Comasco teatro della strage. "Ritornano sotto l'attenzione dei mass-media le vicende, giudiziarie e non, legate alla strage di Erba. Presupponiamo noti i fatti, e chiariamo subito che non ci interessa affatto la diatriba su innocenza o colpevolezza, correttezza processuale, consistenza delle prove. Quello che invece interessa è come nella società contemporanea si possa costruire una verità ufficiale, che poi all'occorrenza si può anche decostruire con gli stessi identici strumenti, per rifarla ancora e disfarla, tutte le volte che si vuole", scrive sui social l'artista che continua. "Il falso prende il posto del vero, la copia quello dell'originale, mentre la vita, i sensi, le passioni, e più in generale tutto ciò che dovrebbe animare l'esistenza umana si azzerano, per lasciare il posto alla mortifera stretta di una rassegnata ubbidienza". L'opera è apparsa a poche ore dal processo di revisione della strage di Erba.
Condannato in via definitiva all’ergastolo per la morte della tredicenne: «Non ho mai perso la fiducia»
Le telecamere di “Quarto Grado” l'hanno ripresa mentre deposita sacchi dell'immondizia anche all'esterno dell'azienda
Nanni sul caso erba: «Processo mediatico non giova alla giustizia»
andrea siravo
Mediamonitor.it ha analizzato i fatti di cronaca più trattati dai media italiani negli ultimi 3 mesi
A sostenere l'estraneità dei coniugi aveva provato alcuni anni fa con una richiesta di prove alla Procura generale di Milano
Le tracce di sangue nell’auto di lui portano a Valeria Cherubini, una delle vittime. La difesa dei coniugi insiste sulle irregolarità nei rilievi, ma le prove restano valide
gianluigi Nuzzi
I due sono stati condannati per l’uccisione di 4 persone l’11 dicembre 2006. I parenti delle vittime: «Non troveranno un’altra verità». Romano: «Felicissimo»
I due sono stati condannati per il pluriomicidio avvenuto nel paese del Comasco l'11 dicembre 2006
La difesa: «Sette nuove consulenze, audio e testimonianze». Oltre 150 pagine al vaglio della procura di Brescia
«È inammissibile, non ci sono nuove prove»
andrea siravo
La procuratrice generale Nanni ha sempre ribadito che ritiene «falso e offensivo» anche nei confronti dell’ufficio sostenere che stia impedendo la revisione del processo
Andrea Siravo
«Confessioni dettagliate fino al più atroce particolare»
Dove abitavano Rosa Bazzi e Olindo Romano oggi vive un’altra coppia: «Non siamo morbosi, l’abbiamo comprata all’asta perché ci piaceva la zona»
NICCOLÒ ZANCAN
Il testimone oculareMario Frigerio è l'unico sopravvissuto alla strage di Erba e ha riconosciuto in Olindo Romano il suo aggressore. Il magistrato ora parla di falsa memoria e tecniche di interrogatorio errate, mettendo in discussione l'elemento probatorio
L'incendio nell'abitazioneL'11 dicembre 2006 in una casa di via Diaz a Erba (Como) scoppia un incendio. I soccorritori riescono a tirare fuori un uomo, gravemente ferito alla golaLa scoperta delle vittimeNella casa verranno trovati altri quattro corpi: Gabriella Castagna, il figlio Joussef di due an
Il sangue nell'autoLa traccia di sangue sulla macchina di Olindo Romano, appartenente a una vittima, è stata la prova regina del processo. Per il sostituto pg è invece una prova dell'innocenza del condannato: «Repertazione carente»