PALERMO Li definisce «servitori infedeli dello Stato», li accusa di avere tradito la fedeltà giurata alla Costituzione, alle leggi e all’Arma dei carabinieri: premesse che non possono che portare a una richiesta di pena pesante. Così, al termine di una requisitoria durata quattro udienze
PALERMO Li definisce «servitori infedeli dello Stato», li accusa di avere tradito la fedeltà giurata alla Costituzione, alle leggi e all’Arma dei carabinieri: premesse che non possono che portare a una richiesta di pena pesante. Così, al termine di una requisitoria durata quattro udienze
di Fiammetta Cupellaro wROMA Il Pdl continua a tenere alta la tensione con il Pd sul fronte della giustizia. Dopo la bufera scatenata dalla presentazione di due disegni di legge che prevedevano una stretta alle intercettazioni telefoniche, ieri in Commissione Giustizia è piombato un altr
di Fiammetta Cupellaro wROMA Il Pdl continua a tenere alta la tensione con il Pd sul fronte della giustizia. Dopo la bufera scatenata dalla presentazione di due disegni di legge che prevedevano una stretta alle intercettazioni telefoniche, ieri in Commissione Giustizia è piombato un altr
Il presidente israeliano Peres invita il Papa a Gerusalemme Il novantenne presidente israeliano Shimon Peres, durante un incontro in Vaticano, ha invitato Papa Francesco a Gerusalemme: «La aspetto insieme a tutto il popolo d’Israele». Bergoglio, ha detto il portavoce Vaticano padre Lomba
Il presidente israeliano Peres invita il Papa a Gerusalemme Il novantenne presidente israeliano Shimon Peres, durante un incontro in Vaticano, ha invitato Papa Francesco a Gerusalemme: «La aspetto insieme a tutto il popolo d’Israele». Bergoglio, ha detto il portavoce Vaticano padre Lomba
Il presidente israeliano Peres invita il Papa a Gerusalemme Il novantenne presidente israeliano Shimon Peres, durante un incontro in Vaticano, ha invitato Papa Francesco a Gerusalemme: «La aspetto insieme a tutto il popolo d’Israele». Bergoglio, ha detto il portavoce Vaticano padre Lomba
Le registrazioni delle conversazioni tra l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino e il capo dello Stato Giorgio Napolitano sono state distrutte ieri . Come deciso dai giudici costituzionali, come ribadito dalla Suprema Corte. Le quattro telefonate, intercettate dalla procura di Palermo ch
Le registrazioni delle conversazioni tra l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino e il capo dello Stato Giorgio Napolitano sono state distrutte ieri . Come deciso dai giudici costituzionali, come ribadito dalla Suprema Corte. Le quattro telefonate, intercettate dalla procura di Palermo ch
L'ex capo del Ros Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento aggravato in relazione alla mancata cattura del boss Bernardo Provenzano nei primi anni Novanta, non avrebbero agito perché «collusi» o «per paura», ma perché «in un determinato e delicato frangente sto
L'ex capo del Ros Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento aggravato in relazione alla mancata cattura del boss Bernardo Provenzano nei primi anni Novanta, non avrebbero agito perché «collusi» o «per paura», ma perché «in un determinato e delicato frangente sto
di Natalia Andreani wROMA Raffica di richieste di rinvio a giudizio per undici fra boss, politici e funzionari dello Stato fra cui gli ex ministri Nicola Mancino e Calogero Mannino e il senatore Marcello Dell’Utri. Si è conclusa così la requisitoria della procura di Palermo nell’udienza
di Natalia Andreani wROMA Raffica di richieste di rinvio a giudizio per undici fra boss, politici e funzionari dello Stato fra cui gli ex ministri Nicola Mancino e Calogero Mannino e il senatore Marcello Dell’Utri. Si è conclusa così la requisitoria della procura di Palermo nell’udienza
di Natalia Andreani wROMA Raffica di richieste di rinvio a giudizio per undici fra boss, politici e funzionari dello Stato fra cui gli ex ministri Nicola Mancino e Calogero Mannino e il senatore Marcello Dell’Utri. Si è conclusa così la requisitoria della procura di Palermo nell’udienza
ROMA Non vi fu trattativa tra Stato e mafia all’inizio degli anni Novanta, piuttosto «una tacita e parziale intesa tra le parti in conflitto» per fermare le stragi, attraverso il dialogo «tra uomini dello Stato privi di un mandato politico e uomini di Cosa nostra divisi tra loro, e privi
ROMA Non vi fu trattativa tra Stato e mafia all’inizio degli anni Novanta, piuttosto «una tacita e parziale intesa tra le parti in conflitto» per fermare le stragi, attraverso il dialogo «tra uomini dello Stato privi di un mandato politico e uomini di Cosa nostra divisi tra loro, e privi