di Natalia Andreani wROMA Tre ore e un quarto per rispondere alle quaranta domande dei pubblici ministeri e degli avvocati di imputati e parti civili. Tanto è durata la testimonianza resa ieri dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, davanti ai giudici e giurati della Corte di assise di P
PALERMO «Ho sofferto in silenzio. Erano accuse che non reggevano». Ora che il caso è chiuso Renato Schifani, ex presidente del Senato, spezza il riserbo per dire di avere vissuto con disagio la condizione di un uomo pubblico «sfiorato, seppure ingiustamente, da gravi ombre di illegalità».
PALERMO «Ho sofferto in silenzio. Erano accuse che non reggevano». Ora che il caso è chiuso Renato Schifani, ex presidente del Senato, spezza il riserbo per dire di avere vissuto con disagio la condizione di un uomo pubblico «sfiorato, seppure ingiustamente, da gravi ombre di illegalità».
di Natalia Andreani wROMA Tre ore e un quarto per rispondere alle quaranta domande dei pubblici ministeri e degli avvocati di imputati e parti civili. Tanto è durata la testimonianza resa ieri dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, davanti ai giudici e giurati della Corte di assise di P
di Natalia Andreani wROMA Tre ore e un quarto per rispondere alle quaranta domande dei pubblici ministeri e degli avvocati di imputati e parti civili. Tanto è durata la testimonianza resa ieri dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, davanti ai giudici e giurati della Corte di assise di P
PALERMO «Ho sofferto in silenzio. Erano accuse che non reggevano». Ora che il caso è chiuso Renato Schifani, ex presidente del Senato, spezza il riserbo per dire di avere vissuto con disagio la condizione di un uomo pubblico «sfiorato, seppure ingiustamente, da gravi ombre di illegalità».
È pronto l’elenco delle domande - in tutto una ventina- che la procura di Palermo sottoporrà al capo dello Stato all’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia che si terrà al Quirinale dalle 10 di stamane. Lo hanno messo per iscritto i quattro pm titolari dell’accusa - l’aggiunto V
È pronto l’elenco delle domande - in tutto una ventina- che la procura di Palermo sottoporrà al capo dello Stato all’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia che si terrà al Quirinale dalle 10 di stamane. Lo hanno messo per iscritto i quattro pm titolari dell’accusa - l’aggiunto V
È pronto l’elenco delle domande - in tutto una ventina- che la procura di Palermo sottoporrà al capo dello Stato all’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia che si terrà al Quirinale dalle 10 di stamane. Lo hanno messo per iscritto i quattro pm titolari dell’accusa - l’aggiunto V
ROMA La sala scelta dovrebbe essere quella del Bronzino. È lì, dove abitualmente il presidente della Repubblica incontra i capi di Stato ospiti prima dei colloqui ufficiali, che Giorgio Napolitano testimonierà al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, davanti alla corte d’assise
PALERMO Il giorno della memoria diventa il giorno dello scontro. Con il pm Nino Di Matteo, mente storica dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, che tuona contro il presidente della Repubblica, accusato di condizionare il Csm, e contro Renzi, reo di fare le riforme con un politico con
PALERMO Il giorno della memoria diventa il giorno dello scontro. Con il pm Nino Di Matteo, mente storica dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, che tuona contro il presidente della Repubblica, accusato di condizionare il Csm, e contro Renzi, reo di fare le riforme con un politico con
MILANO Cade l’accusa, almeno in questa fase dell’inchiesta, perchè i pm di Brescia potrebbero ricorrere, di associazione per delinquere con finalità di terrorismo. Rimane quella di aver «fabbricato e detenuto illegalmente un carro armato», considerato «arma da guerra» ma per questo reato c
Non rivelò « nulla di nuovo» il pm di Palermo Nino Di Matteo nell'intervista a Repubblica che lo ha fatto finire sotto procedimento disciplinare. Perché la notizia delle telefonate tra il capo dello Stato e l’ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, intercettate nell’ambito dell’inchiesta
ROMA Il muro ostruzionista alzato dalla Lega per impedire l’approvazione della legge sulle misure alternative al carcere cade poco dopo le 10, quando Massimiliano Fedriga, che occupa per protesta i banchi del governo con un cartello contro Angelino Alfano (assente), viene espulso dall’aula
Non rivelò « nulla di nuovo» il pm di Palermo Nino Di Matteo nell'intervista a Repubblica che lo ha fatto finire sotto procedimento disciplinare. Perché la notizia delle telefonate tra il capo dello Stato e l’ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, intercettate nell’ambito dell’inchiesta
Il processo sulla trattativa Stato-mafia costituirebbe un rischio per l'incolumità pubblica. Per questo dovrebbe essere spostato in una sede giudiziaria diversa da Palermo. L'istanza è firmata da tre dei 10 imputati: gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno
Il processo sulla trattativa Stato-mafia costituirebbe un rischio per l'incolumità pubblica. Per questo dovrebbe essere spostato in una sede giudiziaria diversa da Palermo. L'istanza è firmata da tre dei 10 imputati: gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno
Il processo sulla trattativa Stato-mafia costituirebbe un rischio per l'incolumità pubblica. Per questo dovrebbe essere spostato in una sede giudiziaria diversa da Palermo. L'istanza è firmata da tre dei 10 imputati: gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno
PALERMO «Non gliene capiteranno più di nemici così, gliene è capitato uno e gli è bastato, se ne devono ricordare per sempre»: Totò Riina lo ribadisce spesso. Nessuno è stato più come lui. Deliri di onnipotenza di un vecchio indomito, al carcere duro da 20 anni, che si sfoga rabbioso con u