di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi vince il braccio di ferro con i senatori Pd sull’Italicum ma la conta imposta dal segretario premier lascia sul campo molte ferite aperte che potrebbero riaprirsi sul Quirinale. È finita con 71 voti a favore dell’Italicum e 29 no la conta che Renzi ha
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi vince il braccio di ferro con i senatori Pd sull’Italicum ma la conta imposta dal segretario premier lascia sul campo molte ferite aperte che potrebbero riaprirsi sul Quirinale. È finita con 71 voti a favore dell’Italicum e 29 no la conta che Renzi ha
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi vince il braccio di ferro con i senatori Pd sull’Italicum ma la conta imposta dal segretario premier lascia sul campo molte ferite aperte che potrebbero riaprirsi sul Quirinale. È finita con 71 voti a favore dell’Italicum e 29 no la conta che Renzi ha
di Gabriele Rizzardi wROMA Ancora un paio di giorni e, dopo la chiusura del semestre europeo a Strasburgo, Giorgio Napolitano lascerà il Qurinale. La data più probabile è quella del 14. Si aprirà così, ufficialmente, la difficile partita della successione al Colle. Da quel momento comincer
di Maria Berlinguer wROMA «L’antipolitica è ormai quasi una patologia eversiva». Giorgio Napolitano davanti all’Accademia dei Lincei condanna senza giri di parole il sistema politico che «da due anni è afflitto dall’antipolitica». Un messaggio forte, quasi un testamento politico, che il ca
di Maria Berlinguer wROMA «L’antipolitica è ormai quasi una patologia eversiva». Giorgio Napolitano davanti all’Accademia dei Lincei condanna senza giri di parole il sistema politico che «da due anni è afflitto dall’antipolitica». Un messaggio forte, quasi un testamento politico, che il ca
di Maria Berlinguer wROMA «L’antipolitica è ormai quasi una patologia eversiva». Giorgio Napolitano davanti all’Accademia dei Lincei condanna senza giri di parole il sistema politico che «da due anni è afflitto dall’antipolitica». Un messaggio forte, quasi un testamento politico, che il ca
ROMA L’incontro del premier Renzi con i sindacati per la vertenza Ast di Terni, non sembra soddisfare del tutto le minoranze interne del Pd. Se c’è chi ha apprezzato il gesto distensivo, Stefano Fassina e Pippo Civati hanno attaccato il governo, su Def e decreto Sblocca Italia. E in serata
ROMA L’incontro del premier Renzi con i sindacati per la vertenza Ast di Terni, non sembra soddisfare del tutto le minoranze interne del Pd. Se c’è chi ha apprezzato il gesto distensivo, Stefano Fassina e Pippo Civati hanno attaccato il governo, su Def e decreto Sblocca Italia. E in serata
ROMA L’incontro del premier Renzi con i sindacati per la vertenza Ast di Terni, non sembra soddisfare del tutto le minoranze interne del Pd. Se c’è chi ha apprezzato il gesto distensivo, Stefano Fassina e Pippo Civati hanno attaccato il governo, su Def e decreto Sblocca Italia. E in serata
di Maria Berlinguer wROMA «L’autonomia del parlamentare deve essere garantita e tutelata su un tema così delicato come la riforma del lavoro, non stiamo discutendo di margherite». Miguel Gotor è appena uscito dalla riunione dei senatori «dissidenti», sulla carta una quarantina, che hanno p
di Maria Berlinguer wROMA «L’autonomia del parlamentare deve essere garantita e tutelata su un tema così delicato come la riforma del lavoro, non stiamo discutendo di margherite». Miguel Gotor è appena uscito dalla riunione dei senatori «dissidenti», sulla carta una quarantina, che hanno p
di Maria Berlinguer wROMA «L’autonomia del parlamentare deve essere garantita e tutelata su un tema così delicato come la riforma del lavoro, non stiamo discutendo di margherite». Miguel Gotor è appena uscito dalla riunione dei senatori «dissidenti», sulla carta una quarantina, che hanno p
di Gabriele Rizzardi wROMA «Una riforma del mercato del lavoro in Italia non è più rinviabile. Si discute ma poi si decide e si va avanti tutti insieme». L’ultimatum di Matteo Renzi alla sinistra del Pd che chiede un documento comune da portare in Direzione e ha presentato 7 emendamenti al
di Gabriele Rizzardi wROMA «Una riforma del mercato del lavoro in Italia non è più rinviabile. Si discute ma poi si decide e si va avanti tutti insieme». L’ultimatum di Matteo Renzi alla sinistra del Pd che chiede un documento comune da portare in Direzione e ha presentato 7 emendamenti al
di Gabriele Rizzardi wROMA «Una riforma del mercato del lavoro in Italia non è più rinviabile. Si discute ma poi si decide e si va avanti tutti insieme». L’ultimatum di Matteo Renzi alla sinistra del Pd che chiede un documento comune da portare in Direzione e ha presentato 7 emendamenti al
di Gabriele Rizzardi wROMA Nel Pd è guerra aperta sulla riforma del lavoro. Ogni giorno che passa lo scontro si infiamma e a largo del Nazareno si guerreggia a colpi di ultimatum. C’è quello sventolato dai bersaniani, che minacciano un referendum sull’articolo 18 tra gli iscritti al partit
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di Nicola Corda wROMA Riforma costituzionale all’ultimo miglio e oggi Matteo Renzi vuole arrivare a Palazzo Madama per percorrere questo tratto finale che in realtà è solo la prima delle quattro letture previste. La crescita negativa rovina la festa al premier ma lui vuole assistere a quel