Video C'è la gelosia alla base dell'omicidio di Mamadi Tunkara, il vigilante gambiano di 36 anni ucciso ieri a coltellate a Bergamo. A chiarirlo il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota durante una conferenza stampa che si è tenuta oggi pomeriggio in questura: "Il movente è la gelosia per una donna", ha chiarito la procuratrice. La donna, già sentita dagli inquirenti, aveva avuto in passato una relazione con Djiram Sadate, l'uomo accusato dell'omicidio.
Fermato l’assassino. Il coltello sotterrato e gli abiti gettati nell’Adda. La famiglia: «Ora basta speculazioni»
monica serra
Video “Ha reso piena confessione, non c’è nessun movente. La signora Verzeni si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Lo ha detto la procuratrice aggiunta Maria Cristina Rota, nel corso della conferenza stampa in procura a Bergamo. Prima di scegliere "come vittima" Sharon Verzeni l'assassino, il 31enne Moussa Sangare, fermato nella notte dai carabinieri di Bergamo, "avrebbe puntato il coltello" contro due ragazzini di 15 e 16 anni "minacciandoli", ha spiegato la procuratrice, appellandosi ai giovani che non si sono presentati agli investigatori. Sarebbero stati "vicini alla scena del crimine" e "li invito a presentarsi in una caserma delle forze dell'ordine".
Video “Ha reso piena confessione, non c’è nessun movente. La signora Verzeni si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Lo ha detto la procuratrice aggiunta Maria Cristina Rota, nel corso della conferenza stampa in procura a Bergamo. Prima di scegliere "come vittima" Sharon Verzeni l'assassino, il 31enne Moussa Sangare, fermato nella notte dai carabinieri di Bergamo, "avrebbe puntato il coltello" contro due ragazzini di 15 e 16 anni "minacciandoli", ha spiegato la procuratrice, appellandosi ai giovani che non si sono presentati agli investigatori. Sarebbero stati "vicini alla scena del crimine" e "li invito a presentarsi in una caserma delle forze dell'ordine".
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monica serra
il casoAndrea Siravo / MILANOÈ chiusa dopo tre anni l'inchiesta della Procura di Bergamo sulla gestione del Covid nei primi mesi della pandemia nella provincia più colpita di tutta Italia. Diciannove gli indagati tra politici e tecnici, in cui spiccano l'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e
Dopo tre anni, la procura chiude l'indagine. L’ex premier: «Tranquillo davanti al Paese»
andrea siravo
Chiara Baldi / milanoUn dossier di venti pagine e oltre 130 allegati che ricostruisce in modo puntuale quanto accaduto nella bergamasca in 40 giorni di emergenza Covid19. A partire dall'84enne Ernesto Ravelli, primo morto di coronavirus della provincia: ricoverato il 15 febbraio all'ospedale di Alza