Carlo Bertini / Roma«Oggi si gioca il primo tempo di una partita in cui Renzi non sarà mai più in campo», dicono al Nazareno. Anche se il sì della Camera certifica che «per un ramo del Parlamento il governo è questo, un dato molto importante», Nicola Zingaretti sa che da oggi bisognerà vedere come e
Roma. «Basta battaglie velleitarie alla ricerca di un posizionamento», alza i toni Nicola Zingaretti coperto dagli applausi. Sarà che l'auditorium della Conciliazione è lo stesso proscenio dove Fini apostrofò Berlusconi col celebre «che fai, mi cacci? », fatto sta che Matteo Renzi, impegnato in anal
l'intervistaUgo Magri«Mi lascia allibito la leggerezza e, anzi, l'incoscienza con cui stiamo andando incontro a questo referendum costituzionale», allarga le braccia Luigi Zanda, senatore Pd.Di tagliare i parlamentari si parla ormai da 40 anni. Non le pare un'attesa già sufficiente?«Chiariamo subito
l'intervistaCarlo BertiniA tutti quelli che danno per moribondo il governo ed esaurita la legislatura, Luigi Zanda, che da qualche decennio solca il palcoscenico della politica ai massimi livelli, risponde sfoderando una proposta che può apparire una suggestione: «Serve un'assemblea Costituente con
Maria Rosa Tomaselloroma. Matteo Renzi non arretra. Mentre dalle carte dell'inchiesta di Firenze continuano a emergere dettagli sui finanziamenti alla Fondazione Open, nata nel 2012 per sostenere l'ascesa politica dell'ex sindaco di Firenze, il leader di Italia Viva, stretto tra l'iniziativa dei mag
il retroscenaCarlo BertiniTanto per capire che aria tira tra fratelli coltelli, nessuno degli ex renziani, tranne uno, Andrea Marcucci, ieri si è alzato in difesa dell'ex segretario del partito. E questo gelo non ha rinsaldato i rapporti con Zingaretti e compagni. Che fanno notare come il Pd non apr
di Maria Berlinguer wROMA «Elezione impossibile senza Forza Italia». Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd, corregge Matteo Renzi che a proposito della scelta del nuovo presidente della Repubblica aveva intimato a Silvio Berlusconi di non porre veti, altrimenti il nuovo capo delle Sta
di Maria Berlinguer wROMA «Elezione impossibile senza Forza Italia». Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd, corregge Matteo Renzi che a proposito della scelta del nuovo presidente della Repubblica aveva intimato a Silvio Berlusconi di non porre veti, altrimenti il nuovo capo delle Sta
di Maria Berlinguer wROMA «Elezione impossibile senza Forza Italia». Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd, corregge Matteo Renzi che a proposito della scelta del nuovo presidente della Repubblica aveva intimato a Silvio Berlusconi di non porre veti, altrimenti il nuovo capo delle Sta
ROMA Il governo stringe i tempi sull’Italicum e sulla riforma della Costituzione. Renzi spera di farle approvare prima che i grandi elettori inizino a votare per il nuovo presidente della Repubblica. Se ci riuscirà sarà quasi un omaggio al «novennato» di Napolitano, che ha sempre insistito
ROMA Il governo stringe i tempi sull’Italicum e sulla riforma della Costituzione. Renzi spera di farle approvare prima che i grandi elettori inizino a votare per il nuovo presidente della Repubblica. Se ci riuscirà sarà quasi un omaggio al «novennato» di Napolitano, che ha sempre insistito
ROMA Il governo stringe i tempi sull’Italicum e sulla riforma della Costituzione. Renzi spera di farle approvare prima che i grandi elettori inizino a votare per il nuovo presidente della Repubblica. Se ci riuscirà sarà quasi un omaggio al «novennato» di Napolitano, che ha sempre insistito
ROMA La legge elettorale supera il primo voto dell’Aula del Senato, con Forza Italia che si schiera con la maggioranza, nonostante la mattina Renato Brunetta avesse lasciato intravedere una rottura. L’Assemblea di Palazzo Madama ha infatti respinto le questioni pregiudiziali presentate da
ROMA La legge elettorale supera il primo voto dell’Aula del Senato, con Forza Italia che si schiera con la maggioranza, nonostante la mattina Renato Brunetta avesse lasciato intravedere una rottura. L’Assemblea di Palazzo Madama ha infatti respinto le questioni pregiudiziali presentate da
ROMA La legge elettorale supera il primo voto dell’Aula del Senato, con Forza Italia che si schiera con la maggioranza, nonostante la mattina Renato Brunetta avesse lasciato intravedere una rottura. L’Assemblea di Palazzo Madama ha infatti respinto le questioni pregiudiziali presentate da
di BRUNO MANFELLOTTO Lo chiamarono metodo De Mita. È quello che nel giugno 1985 elesse Francesco Cossiga presidente della Repubblica al primo scrutinio e con una vastissima maggioranza, 752 su 977 votanti, i sì di Dc, Pci, Psi, Pri, Pli e sinistra indipendente. Dopo di allora lo si è sempr
di BRUNO MANFELLOTTO Lo chiamarono metodo De Mita. È quello che nel giugno 1985 elesse Francesco Cossiga presidente della Repubblica al primo scrutinio e con una vastissima maggioranza, 752 su 977 votanti, i sì di Dc, Pci, Psi, Pri, Pli e sinistra indipendente. Dopo di allora lo si è sempr
di BRUNO MANFELLOTTO Lo chiamarono metodo De Mita. È quello che nel giugno 1985 elesse Francesco Cossiga presidente della Repubblica al primo scrutinio e con una vastissima maggioranza, 752 su 977 votanti, i sì di Dc, Pci, Psi, Pri, Pli e sinistra indipendente. Dopo di allora lo si è sempr
ROMA C’è Renzi. Cioè la stragrande maggioranza del partito, con una cifra intorno al 70%. E poi ci sono gli altri: sei-sette correnti (dipende da come si considerano le sub-componenti). Alcune più grandi, come quella bersaniana, alcune piccole o piccolissime. Questa la galassia variegata d
ROMA Dalle dichiarazioni mattutine del sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli, che annuncia il canone Rai nella bolletta elettrica a partire «dal gennaio 2015», alla smentita serale di Palazzo Chigi, passa quasi un’intera giornata: ore e ore in cui le polemiche montan