Nato a Fucecchio, il paese di Indro Montanelli, il 7 maggio 1966, Andrea Tafi è ricordato soprattutto per il successo nella Parigi-Roubaix del 1999. Nell’Inferno del Nord era andato anche prima sfiorando l’impresa nel ’96 (terzo) e l’anno dopo (secondo). Era il periodo d’oro della Mapei,
Nato a Fucecchio, il paese di Indro Montanelli, il 7 maggio 1966, Andrea Tafi è ricordato soprattutto per il successo nella Parigi-Roubaix del 1999. Nell’Inferno del Nord era andato anche prima sfiorando l’impresa nel ’96 (terzo) e l’anno dopo (secondo). Era il periodo d’oro della Mapei,
ROMA Un’uscita di scena silenziosa per Giorgio Napolitano che in attesa di conoscere chi sarà il suo successore fa ordine tra le carte, firmando gli ultimi atti per non lasciare pendenze al prossimo presidente della Repubblica. Napolitano si dimetterà immediatamente dopo l’elezione del n
ROMA Un’uscita di scena silenziosa per Giorgio Napolitano che in attesa di conoscere chi sarà il suo successore fa ordine tra le carte, firmando gli ultimi atti per non lasciare pendenze al prossimo presidente della Repubblica. Napolitano si dimetterà immediatamente dopo l’elezione del n
TORINO «Se chiudono le imprese muore il Paese». È il grido d’allarme del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che punta il dito contro i «50 giorni di inerzia totale» della politica, dal voto di febbraio: una «vittoria del non-governo» già costata al Paese, calcola, un punto di
TORINO «Se chiudono le imprese muore il Paese». È il grido d’allarme del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che punta il dito contro i «50 giorni di inerzia totale» della politica, dal voto di febbraio: una «vittoria del non-governo» già costata al Paese, calcola, un punto di
TORINO «Se chiudono le imprese muore il Paese». È il grido d’allarme del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che punta il dito contro i «50 giorni di inerzia totale» della politica, dal voto di febbraio: una «vittoria del non-governo» già costata al Paese, calcola, un punto di
ROMA Il tempo è scaduto: al Paese serve un governo o il rischio è l’esplosione della rabbia. Mentre tra gli imprenditori il malessere dilaga, con le aziende strangolate dalla crisi che nel 2012 hanno chiuso al ritmo di 41 al giorno, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi lancia l
ROMA Il tempo è scaduto: al Paese serve un governo o il rischio è l’esplosione della rabbia. Mentre tra gli imprenditori il malessere dilaga, con le aziende strangolate dalla crisi che nel 2012 hanno chiuso al ritmo di 41 al giorno, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi lancia l
«Provvedimento parziale» Debiti con le imprese delusione di Squinzi «Non era quello che volevamo». Così il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi ha “bocciato” il piano del governo sui debiti della pubblica amministrazione verso le imprese. «Siamo un po’ delusi - ha aggiunto - da
«Provvedimento parziale» Debiti con le imprese delusione di Squinzi «Non era quello che volevamo». Così il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi ha “bocciato” il piano del governo sui debiti della pubblica amministrazione verso le imprese. «Siamo un po’ delusi - ha aggiunto - da
«Provvedimento parziale» Debiti con le imprese delusione di Squinzi «Non era quello che volevamo». Così il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi ha “bocciato” il piano del governo sui debiti della pubblica amministrazione verso le imprese. «Siamo un po’ delusi - ha aggiunto - da
La liquidazione dei crediti delle imprese da parte della P.A. potrebbe portare a un aumento in 5 anni di 250.000 occupati e a una crescita del Pil dell’1% per i primi 3 anni, fino ad arrivare al +1,5% nel 2018. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, commentando posi
La liquidazione dei crediti delle imprese da parte della P.A. potrebbe portare a un aumento in 5 anni di 250.000 occupati e a una crescita del Pil dell’1% per i primi 3 anni, fino ad arrivare al +1,5% nel 2018. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, commentando posi
BRUXELLES L’Ue apre alla possibilità di conteggiare in maniera flessibile il «peso» dei pagamenti arretrati della Pubblica amministrazione italiana nei confronti di imprese e fornitori su deficit e debito pubblico. Questa l’indicazione della Commissione europea, in seguito a un’intesa ra
BRUXELLES L’Ue apre alla possibilità di conteggiare in maniera flessibile il «peso» dei pagamenti arretrati della Pubblica amministrazione italiana nei confronti di imprese e fornitori su deficit e debito pubblico. Questa l’indicazione della Commissione europea, in seguito a un’intesa ra
BRUXELLES L’Ue apre alla possibilità di conteggiare in maniera flessibile il «peso» dei pagamenti arretrati della Pubblica amministrazione italiana nei confronti di imprese e fornitori su deficit e debito pubblico. Questa l’indicazione della Commissione europea, in seguito a un’intesa ra