Andrea Rossitorino. In prima fila c'è un uomo di 89 anni. «Vittorio Fornasiero, staffetta partigiana. Avevo 13 anni, portavo messaggi, cibo, armi, esplosivo. Ho fatto la mia parte». E adesso? «Continuo a farla, mi attacco a tutto ciò che offre una speranza. Non per me, sono vecchio. Per i miei nipot
PAVIA Hanno chiesto 4 ore in più, ma i giudici, tenuto conto della complessità del caso, hanno deciso di concedere un’altra settimana. Slitta ancora il deposito della perizia sul caso di Imane Quaous, la donna di 26 anni morta a gennaio del 2010 al San Matteo insieme alle gemelline che por
PAVIA Hanno chiesto 4 ore in più, ma i giudici, tenuto conto della complessità del caso, hanno deciso di concedere un’altra settimana. Slitta ancora il deposito della perizia sul caso di Imane Quaous, la donna di 26 anni morta a gennaio del 2010 al San Matteo insieme alle gemelline che por
PAVIA Hanno chiesto 4 ore in più, ma i giudici, tenuto conto della complessità del caso, hanno deciso di concedere un’altra settimana. Slitta ancora il deposito della perizia sul caso di Imane Quaous, la donna di 26 anni morta a gennaio del 2010 al San Matteo insieme alle gemelline che por
PAVIA Prendono tempo i periti chiamati a riesaminare il caso di Imane Quaous, la donna morta nel 2010 al San Matteo insieme alle gemelline che portava in grembo. Per il deposito della perizia, che riporta indietro le lancette del processo e lo fa ripartire da zero, bisognerà attendere fino
PAVIA Prendono tempo i periti chiamati a riesaminare il caso di Imane Quaous, la donna morta nel 2010 al San Matteo insieme alle gemelline che portava in grembo. Per il deposito della perizia, che riporta indietro le lancette del processo e lo fa ripartire da zero, bisognerà attendere fino
PAVIA Prendono tempo i periti chiamati a riesaminare il caso di Imane Quaous, la donna morta nel 2010 al San Matteo insieme alle gemelline che portava in grembo. Per il deposito della perizia, che riporta indietro le lancette del processo e lo fa ripartire da zero, bisognerà attendere fino
PAVIA La loro perizia porta indietro le lancette del processo e lo fa ricominciare daccapo. Ieri è stato il giorno dell’incontro dei consulenti che dovranno mettere nero su bianco le loro valutazioni sul caso di Imane Quaous, morta all’età di 26 anni, nel gennaio del 2010, al San Matteo co
PAVIA La loro perizia porta indietro le lancette del processo e lo fa ricominciare daccapo. Ieri è stato il giorno dell’incontro dei consulenti che dovranno mettere nero su bianco le loro valutazioni sul caso di Imane Quaous, morta all’età di 26 anni, nel gennaio del 2010, al San Matteo co
PAVIA La loro perizia porta indietro le lancette del processo e lo fa ricominciare daccapo. Ieri è stato il giorno dell’incontro dei consulenti che dovranno mettere nero su bianco le loro valutazioni sul caso di Imane Quaous, morta all’età di 26 anni, nel gennaio del 2010, al San Matteo co
PAVIA Il processo di appello sul caso di Imane Quaous, la madre morta a gennaio del 2010 al San Matteo con le due gemelline che portava in grembo, deve ricominciare. Si riparte da una perizia super partes, disposta dai giudici, per vagliare ancora le eventuali responsabilità di dieci medic
PAVIA Il processo di appello sul caso di Imane Quaous, la madre morta a gennaio del 2010 al San Matteo con le due gemelline che portava in grembo, deve ricominciare. Si riparte da una perizia super partes, disposta dai giudici, per vagliare ancora le eventuali responsabilità di dieci medic
PAVIA Il processo di appello sul caso di Imane Quaous, la madre morta a gennaio del 2010 al San Matteo con le due gemelline che portava in grembo, deve ricominciare. Si riparte da una perizia super partes, disposta dai giudici, per vagliare ancora le eventuali responsabilità di dieci medic
di Maria Fiore wPAVIA Tutto da rifare. I giudici della Corte di appello di Milano hanno deciso che ripartirà da zero il processo di secondo grado a carico di dieci medici, tra professionisti del San Matteo e del Mondino, coinvolti nel caso di Imane Quaous, la giovane di 26 anni morta a gen
di Maria Fiore wPAVIA Tutto da rifare. I giudici della Corte di appello di Milano hanno deciso che ripartirà da zero il processo di secondo grado a carico di dieci medici, tra professionisti del San Matteo e del Mondino, coinvolti nel caso di Imane Quaous, la giovane di 26 anni morta a gen
di Maria Fiore wPAVIA Solo per due medici su dieci i giudici avevano pronunciato una sentenza di condanna. Gli altri otto sanitari – due otorini e sei ginecologi del San Matteo – erano stati assolti. Ora quel verdetto, che doveva stabilire la verità sulle responsabilità mediche nel caso di
di Maria Fiore wPAVIA Solo per due medici su dieci i giudici avevano pronunciato una sentenza di condanna. Gli altri otto sanitari – due otorini e sei ginecologi del San Matteo – erano stati assolti. Ora quel verdetto, che doveva stabilire la verità sulle responsabilità mediche nel caso di
di Maria Fiore wPAVIA Nel dramma di Imane Quaous, la donna di 26 anni morta tre anni fa al San Matteo insieme alle due gemelline che portava in grembo, ebbero una responsabilità solo i due neurologi del Mondino. Colpevoli, secondo il magistrato, di non avere diagnosticato il tumore al ce
di Maria Fiore wPAVIA Nel dramma di Imane Quaous, la donna di 26 anni morta tre anni fa al San Matteo insieme alle due gemelline che portava in grembo, ebbero una responsabilità solo i due neurologi del Mondino. Colpevoli, secondo il magistrato, di non avere diagnosticato il tumore al ce
di Maria Fiore wPAVIA Condanna per quattro medici e assoluzione per altri sei. Ma anche 4 milioni di euro di risarcimento alla famiglia. Sono le richieste presentate ieri mattina da accusa e parte civile nel processo sul caso di Imane Quaous, la donna di 26 anni morta all’ospedale San Ma