il casoFederico Capurso / romaOttenuto il plebiscitario appoggio delle Camere, Mario Draghi vorrebbe chiudere la partita del sottogoverno nel più breve tempo possibile, entro domani o al più tardi lunedì. E già affiorano i primi malumori tra i parlamentari, dove circola la voce che il premier abbia
il DOSSIERNiccolò Carratelli / romaÈ tutto un gioco di marcature. Di territori da segnare e bandierine da mettere. Ma ogni partito sa di poter piazzare un numero limitato di viceministri o sottosegretari: 10-12 per il M5S, prima forza in Parlamento, 7 ciascuno per Pd, Lega e Forza Italia, un paio pe
Niccolò Carratelli / romaOcchio all'assembramento. Quello che si sta formando all'ingresso del governo Draghi cresce di giorno in giorno. Molti di quelli che erano sottosegretari o viceministri con Conte sperano in una riconferma. Ci sono 36 poltrone da occupare, ma circa la metà spetterà a Lega, Fo
Carlo BertiniFrancesco Grignettiroma. I renziani di Italia Viva l'avevano detto, l'hanno fatto: alla Camera, in commissione Giustizia, hanno votato a favore di un ddl di Enrico Costa che ristabilirebbe la prescrizione com'era prima di Bonafede, e cioè compromesso o no che si tentava sulla giustizia,
Francesco Grignettiroma. Intercettazioni, stavolta si cambia sul serio. Il governo ha licenziato un decreto che sdogana la riforma di Andrea Orlando, congelata negli ultimi 18 mesi. Tra due mesi, considerato il tempo minimo perché alcune procure siano pronte ad applicare una legge che era stata vota