Tanti cittadini in fila per la razione di minestra col recipiente portato da casa come si faceva una volta. Schinelli (Meistoinburgh): «È un piatto povero che significa ricchezza e amore per il nostro rione»
Stefania Prato
la storia pavia Enrica Guarnoni è la prima donna a conoscere la ricetta della ceciata del Borgo. Borghigiana, 65 anni, sarà la custode di segreti che, per 142 anni, si sono tramandati solo tra cuochi uomini. «È un privilegio essere stata scelta...
St. Pr.
Foto Alla Cooperativa Artigiani, in un locale accanto al cancello d’ingresso, Luigi Avenoso, Enrica Guarnoni e Gianni Guarnoni cucinano la famosa “ceciata dal Burgh”: una tradizione lunga 141 anni, frutto di generosità e solidarietà verso i più deboli e di una passione capace di sfidare i secoli. Un pezzo di storia che il Borgo si porta tenacemente nel cuore, anche se tutto è cambiato da quel lontano 1881, quando il piatto di ceci veniva offerto ai più poveri.
Oltre cento porzioni distribuite come ogni anno nei tavoli pieni di gente. C’è anche chi ha preferito portarsi a casa il “padlot” con la minestra di verdure
Stefania Prato
PAVIAIl profumo invitante si avverte poco dopo aver attraversato il ponte Coperto e si fa più intenso quando si raggiunge la sede della Cooperativa Artigiani. Perché è lì, in un locale accanto al cancello d'ingresso, che si cucina la famosa "ceciata dal Burgh", tra quelle mura, segnate dal tempo, ch
PAVIADopo lo stop imposto dalla pandemia, il Borgo torna alle sue tradizioni. Torna a quella storica ceciata che da 140 anni segna la giornata di Ognissanti. E lo fa con numeri quasi da pre Covid. Con circa 300 prenotazioni. In 150 ieri si sono presentati con un contenitore per portarsi a casa una p
Nella cucina della Coop Artigiani del Borgo si lavora inn vista dei festeggiamenti per il 70° del "nuovo" Ponte Coperto. Nella foto in alto Giovanni Dell'Oro, chef della Locanda del Ticino; qui a fianco, Enrica Guarnoni, cuoca "ad honorem" dell'associazione "Mei stò in Burgh" con il marito; sotto
Mario Soldati, regista, scrittore e sceneggiatore, negli anni Cinquanta era solito accompagnarsi con un pavese, giornalista e gran gourmet, che di nome faceva Gianni Brera, e accomodarsi con lui ai tavoli rustici delle osterie - un tempo parecchie e ruspanti- e deliziarsi con le pietanze preparate d