A Fiumicello con i genitori e gli amici di Giulio Regeni, da Pif a Schlein: "Non staremo mai zitti"

Video A nove anni dal sequestro, la tortura e l'uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore italiano morto al Cairo dopo essere finito nelle carceri dei servizi segreti egiziani, la famiglia lo ha ricordato nella sua Fiumicello, in provincia di Udine. Con loro tutta l'ampia comunità che in questi anni ha rilanciato l'importanza del rispetto dei diritti umani: amici, concittadini, ma anche Elly Schlein, Roberto Fico, Gianni Cuperlo, Lella Costa, Pif, Elena Cattaneo, Gherardo Colombo. In attesa della sentenza del processo, Matteo Macor ha incontrato per Metropolis Paola e Claudio Regeni, che dicono: "Un po' di verità l'abbiamo raggiunta, ora ci manca la giustizia".

I genitori di Giulio Regeni: "Il processo ci fa rivivere il nostro dolore, ma ci darà giustizia"

Video A nove anni dall'assassinio del figlio, Paola e Claudio Regeni parlano a Repubblica dalla loro Fiumicello, dove ogni 25 gennaio si ricorda il sequestro, la tortura e la morte del ricercatore italiano in Egitto nel 2016. “Ci dicevano non si arriverà a nulla, e invece siamo qui, in quello che sarà un anno importantissimo: l’anno della verità e della speranza”, spiegano il loro stato d'animo. Insieme "la fatica per il processo, che ogni giorno di fa ritornare ai giorni in cui abbiamo preso la batosta", ma anche "la speranza e la vicinanza di tanti". La stessa che i genitori Regeni mandano alla famiglia di Alberto Trentini, il cooperante scomparso in Venezuela da due mesi: "Lo aspettiamo a casa, sano e salvo". di Matteo Macor

Metropolis/487 - Regeni, i genitori contro il governo: "Nessun incontro con l'ambasciatore, Tajani da a Al Sisi quasi a scusarsi"

Video "Abbiamo un governo che non è stato neanche in grado di dire all'ambasciatore egiziano di incontrarci". Da Fiumicello, il paese di Giulio Regeni, i genitori del  ricercatore italiano rapito e ucciso al Cairo nel 2016 tornano sulle "promesse mancate" della politica sulla vicenda del figlio.    In occasione dell'ottavo anniversario della scomparsa, e in vista del via al processo ai quattro ufficiali dei servizi segreti egiziani imputati nel procedimento sulla morte di Giulio, al via il prossimo 20 febbraio, Paola e Claudio Regeni attaccano "un governo ci ha fatto sapere l'Egitto e Al Sisi avrebbero collaborato al cento per cento, ma alle nostre continue richieste di incontrare l'ambasciatore egiziano a Roma non sono mai arrivate risposte, anzi". "Ai primi di ottobre, dopo il via libera al processo della Corte, il nostro ministro degli Esteri Tajani ha addirittura avvertito Al Sisi della scelta della Corte. L'Italia che avverte l'Egitto, quasi come a scusarsi, perché non è riuscita a fermarci".    intervista di Matteo Macor

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il casoGrazia Longo / ROMAS'incomincia a intravedere la luce in fondo al tunnel del processo ai quattro 007 egiziani accusati di aver sequestrato, torturato e ucciso Giulio Regeni tra il gennaio e il febbraio del 2016 al Cairo. Il gup di Roma Roberto Ranazzi ha infatti inviato gli atti alla Corte Co