di Anna Mangiarotti wGARLASCO L’ex maresciallo accusato di falsa testimonianza e la bici nera: oggi il giudice deciderà se mandarlo a processo. Nell’ambito dei primi accertamenti sul delitto Poggi, Francesco Marchetto, allora comandante della stazione carabinieri di Garlasco, secondo le ac
di Anna Mangiarotti wGARLASCO L’ex maresciallo accusato di falsa testimonianza e la bici nera: oggi il giudice deciderà se mandarlo a processo. Nell’ambito dei primi accertamenti sul delitto Poggi, Francesco Marchetto, allora comandante della stazione carabinieri di Garlasco, secondo le ac
GARLASCO La difesa ha invitato a guardare oltre Alberto Stasi, a valutare anche la posizione di altri che quel giorno erano a Garlasco o potevano raggiungere la città lomellina. Per l’accusa, invece, ad uccidere Chiara Poggi piò essere stato solo Alberto, perchè le altre persone avevano un
GARLASCO La difesa ha invitato a guardare oltre Alberto Stasi, a valutare anche la posizione di altri che quel giorno erano a Garlasco o potevano raggiungere la città lomellina. Per l’accusa, invece, ad uccidere Chiara Poggi piò essere stato solo Alberto, perchè le altre persone avevano un
GARLASCO La difesa ha invitato a guardare oltre Alberto Stasi, a valutare anche la posizione di altri che quel giorno erano a Garlasco o potevano raggiungere la città lomellina. Per l’accusa, invece, ad uccidere Chiara Poggi piò essere stato solo Alberto, perchè le altre persone avevano un
di Lorella Gualco wGARLASCO «Non posso dire di non essere in ansia, ma sono sereno perchè so di essere innocente». Con questo stato d’animo, confidato ai suoi avvocati, Alberto Stasi si prepara ad affrontare un altro giorno che vale una vita. Il 17 dicembre la Corte d’assise d’appello di M
di Lorella Gualco wGARLASCO «Non posso dire di non essere in ansia, ma sono sereno perchè so di essere innocente». Con questo stato d’animo, confidato ai suoi avvocati, Alberto Stasi si prepara ad affrontare un altro giorno che vale una vita. Il 17 dicembre la Corte d’assise d’appello di M
di Lorella Gualco wGARLASCO «Non posso dire di non essere in ansia, ma sono sereno perchè so di essere innocente». Con questo stato d’animo, confidato ai suoi avvocati, Alberto Stasi si prepara ad affrontare un altro giorno che vale una vita. Il 17 dicembre la Corte d’assise d’appello di M
La sentenza sarà tra due settimane, il 17 dicembre. Ieri la Corte d’assise d’appello di Milano non ha concesso i tempi supplementari: per quella data si dovrà concludere. Si era ipotizzata la fissazione di un’ulteriore udienza per permettere alla difesa di portare a termine la lunga arring
La sentenza sarà tra due settimane, il 17 dicembre. Ieri la Corte d’assise d’appello di Milano non ha concesso i tempi supplementari: per quella data si dovrà concludere. Si era ipotizzata la fissazione di un’ulteriore udienza per permettere alla difesa di portare a termine la lunga arring
La sentenza sarà tra due settimane, il 17 dicembre. Ieri la Corte d’assise d’appello di Milano non ha concesso i tempi supplementari: per quella data si dovrà concludere. Si era ipotizzata la fissazione di un’ulteriore udienza per permettere alla difesa di portare a termine la lunga arring
Un altro punto centrale nel processo è la bici nera, vista da due vicine davanti a villa Poggi la mattina del delitto. Stasi ha consegnato una bici nera, ma secondo l’accusa, la famiglia ne possedeva un’altra. Inoltre, le uniche tracce di materiale organico della vittima sono state trovate
Un altro punto centrale nel processo è la bici nera, vista da due vicine davanti a villa Poggi la mattina del delitto. Stasi ha consegnato una bici nera, ma secondo l’accusa, la famiglia ne possedeva un’altra. Inoltre, le uniche tracce di materiale organico della vittima sono state trovate
Un altro punto centrale nel processo è la bici nera, vista da due vicine davanti a villa Poggi la mattina del delitto. Stasi ha consegnato una bici nera, ma secondo l’accusa, la famiglia ne possedeva un’altra. Inoltre, le uniche tracce di materiale organico della vittima sono state trovate
GARLASCO Ieri sera, durante la trasmissione “Quarto Grado” di Rete4, è stata mostrata la fotografia che ritrae le impronte insanguinate di quattro dita sul pigiama di Chiara Poggi, la studentessa di Garlasco uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di via Pascoli. Sull’omicidio è aper
GARLASCO Ieri sera, durante la trasmissione “Quarto Grado” di Rete4, è stata mostrata la fotografia che ritrae le impronte insanguinate di quattro dita sul pigiama di Chiara Poggi, la studentessa di Garlasco uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di via Pascoli. Sull’omicidio è aper
GARLASCO Ieri sera, durante la trasmissione “Quarto Grado” di Rete4, è stata mostrata la fotografia che ritrae le impronte insanguinate di quattro dita sul pigiama di Chiara Poggi, la studentessa di Garlasco uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di via Pascoli. Sull’omicidio è aper
MILANO «Speriamo ci sia giustizia per Chiara, dopo sette anni credo che sia ora». Mamma Rita, accompagnata dal marito Giuseppe Poggi (per la prima volta non era presente il figlio Marco, impegnato con un esame universitario) esce dall’aula della Corte d’assise d’appello con il viso provato
MILANO «Speriamo ci sia giustizia per Chiara, dopo sette anni credo che sia ora». Mamma Rita, accompagnata dal marito Giuseppe Poggi (per la prima volta non era presente il figlio Marco, impegnato con un esame universitario) esce dall’aula della Corte d’assise d’appello con il viso provato
MILANO «Speriamo ci sia giustizia per Chiara, dopo sette anni credo che sia ora». Mamma Rita, accompagnata dal marito Giuseppe Poggi (per la prima volta non era presente il figlio Marco, impegnato con un esame universitario) esce dall’aula della Corte d’assise d’appello con il viso provato