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Sessanta giorni, di qui alla manovra, per trovare «soluzioni efficaci», e «insieme». Giorgia Meloni prende tempo - e si prende la scena - sul salario minimo, che per lei non risolve affatto il problema dei bassi salari e del lavoro povero. E davanti alle opposizioni, che si presentano per la prima volta unite a Palazzo Chigi per affrontare il nodo del salario minimo, rilancia proponendo di dare al Cnel la regia di un lavoro approfondito per arrivare a una proposta di legge «che affronti una materia così ampia nelle sue complessità». Un tentativo di «fare melina», un «diversivo» per la minoranza che, poco convinta che si arriverà a un risultato, non si sottrarrà «al confronto» ma allo stesso tempo continuerà anche con la raccolta firme la battaglia per il salario minimo. La premier davanti alle telecamere a orario tg conferma, come hanno fatto poco prima le opposizioni, che le «divergenze ci sono», ma c'è tutto il tempo per «coinvolgere anche le parti sociali» e fare un lavoro «insieme». il vertice Pd, M5s, Azione, Verdi, Sinistra e +Europa si presentano puntuali alle 17. Da una parte il governo, con la premier al centro, dall'altra Elly Schlein e Giuseppe Conte ai due lati di uno spazio lasciato per far partecipare in video collegamento anche Matteo Salvini. Che parla poco durante il confronto, anche se la Lega poi sarà la più tranchant nei confronti di opposizioni che restano «sulle loro posizioni ideologiche». Una certa «rigidità» la nota anche Tajani, assicurando comunque che l'obiettivo è quello di «salari più ricchi». L'introduzione lascia perplesse le opposizioni. La premier ribadisce le sue obiezioni al salario minimo che può diventare addirittura «controproducente». Poi tocca ai leader delle minoranze. E fin lì sembra il «remake della discussione in commissione e del question time» dice al tavolo Riccardo Magi. «Ognuno sulle sue posizioni, palla al centro», la sintesi di altri partecipanti. Poi, nella replica, Meloni lancia la sua proposta. Facciamo fare dal Cnel («Renato Brunetta è pronto a convocarvi da domani», assicura) tutte la analisi, dati alla mano. E poi vediamo, il ragionamento, quale può essere la via più interessante e «condivisa» da perseguire. Con l'obiettivo di «rafforzare i salari, combattere il lavoro povero. Sono questioni che ci interessano», spiega la premier annunciando che la prossima legge di Bilancio sarà tutta concentrata «su famiglie e lavoro». Le reazioni Per le opposizioni la mancanza di proposte è il segno che «il governo non ha le idee chiare», dice Elly Schlein. Della stessa opinione Giuseppe Conte: il governo, dice il leader M5S, «butta la palla in tribuna» perché, incalza anche Nicola Fratoianni, in realtà «non hanno una proposta alternativa». Più ottimista Calenda, pivot dell'incontro di ieri, che un dato positivo lo vede: «nessuno ha sbattuto la porta». Ma, lamentano un po' tutti, ci sono stati 4 mesi di discussione in commissione, compresa l'audizione del Cnel. C'era tutto il tempo per una controproposta. Non è arrivata. E ora si ritorna al Cnel. «Dovevamo chiuderlo, andrà a finire che chiuderemo il Parlamento» la battuta di della Vedova. --